Il governo non intende rafforzare la normativa sulla tutela degli asset strategici, cioè il cosiddetto Golden Power. Lo ha dichiarato mercoledì 15 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Non si sta pensando a nessun decreto, stiamo aspettando che ci notifichino, se vogliono notificarla, l'operazione, per adesso non l'hanno fatto», ha dichiarato Giorgetti alla Camera a margine della seduta del question time.
Sullo stesso tema è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La legge sulla Golden Power «così come fatta sta funzionando, e lo dimostra il fatto che l'abbiamo utilizzata con sapienza, responsabilità e sempre in maniera efficace».
Proprio nei giorni scorsi il gruppo di coordinamento, che si occupa di stabilire gli utilizzi del Golden Power, ha deliberato che l'offerta di Unicredit sul Banco rientra nei casi in cui è possibile l'applicazione. Ora quindi si aspetta la notifica del deal da parte di Piazza Gae Aulenti per poi avviare il provvedimento, che potrà fissare i paletti entro cui muoversi. Alcuni giorni fa i manager di Unicredit avrebbero infatti incontrato Simonetta Saporito, a capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo, per affrontare i nodi sul tavolo e già in quell'occasione la decisione di proseguire l'esame potrebbe essere stata anticipata alla banca.
Nell'operazione Unicredit-Banco Bpm possono essere fatte valere dal tavolo del comitato alcune criticità in termini di sicurezza nazionale dal punto di vista economico-finanziario, a cominciare da un esame scrupoloso del piano industriale della nuova entità.
Alla banca acquirente per esempio potrebbero essere imposte garanzie sul mantenimento in Italia della sede legale e dell'headquarter post fusione e avanzate richieste di chiarimenti sui livelli occupazionali, sull'impiego del risparmio raccolto in Italia, se dentro i confini nazionali o anche all'estero, sulla futura proiezione nazionale o internazionale del nuovo istituto.
Potrebbero anche essere analizzati nel dettaglio i trend dei titoli negli ultimi anni e gli assetti proprietari che via via si sono definiti, così come quelli di governance, con un esame esteso anche alle controllate e alle eventuali parti correlate. (riproduzione riservata)