I soci di Open Fiber preparano i 900 milioni di euro di risorse che permetteranno alla società della rete in fibra di continuare ad operare sul fronte della liquidità oltre ai primi mesi del 2025. Il gruppo tlc fa capo per il 60% a Cassa Depositi e Prestiti e per il 40% al fondo infrastrutturale australiano Macquarie.
In base a quanto risulta a MF-Milano Finanza, nei prossimi giorni è in programma un consiglio di amministrazione di Cdp per deliberare i circa 500 milioni di risorse (non ancora chiaro se si tratta di un finanziamento in conto capitale o di ulteriore equity) da destinare alla controllata guidata da Giuseppe Gola. Secondo alcune fonti la data è già stata fissata (il 5 dicembre), ma non ci sono conferme sul giorno preciso, anche se la finestra di giovedì non viene esclusa. A stretto giro poi verrebbe convocato immediatamente un board di Open Fiber già nel pomeriggio di venerdì 6 dicembre.
L’impegno degli australiani invece era già stato confermato quest’estate: a luglio un comitato investimenti di Macquarie aveva acceso il disco verde su 400 milioni di euro aggiuntivi da destinare alla società della rete e blindarne l’operatività. Il contributo dei soci serve a puntellare come garanzia i negoziati di Open Fiber con le banche per un’estensione dei finanziamenti e assicurarsi le risorse per la prosecuzione della costruzione della rete. Dal 2016 la società posa l’infrastruttura in fibra ottica nelle aree più disagiate del Paese ovvero le aree bianche (quelle rurali, considerate a fallimento di mercato, dove la rete in costruzione è in concessione statale) e quelle grigie (a parziale fallimento di mercato con i lavori da completare entro il 30 giugno 2026 per usufruire dei fondi del Pnrr destinati al Piano Italia a 1 Giga).
Tra debito erogato dal consorzio composto da 34 banche e nuovo capitale versato dagli azionisti è di 3 miliardi la manovra finanziaria varata quest’anno da Open Fiber. A giugno il gruppo ha concluso un accordo con gli istituti di credito su due fronti. Il primo: sbloccare il finanziamento in essere, ottenendo 875 milioni dalle banche e 375 milioni in conto capitale dai soci. Fondi che hanno permesso alla società, sul fronte della liquidità, di arrivare senza affanno fino ai primi mesi dell’anno prossimo.
Contestualmente Open Fiber ha concordato con il pool di banche le condizioni per immettere nuove risorse per circa 2 miliardi con orizzonte al 2029. Il bilancio 2023 della società di Gola evidenziava debiti per oltre 5 miliardi con gli istituti di credito, saliti ad oltre i 6 miliardi dopo lo scongelamento dei prestiti bloccati a inizio anno per ulteriori 875 milioni.
Gli istituti ora forniranno nuovi finanziamenti che copriranno circa il 55% dei nuovi 2 miliardi necessari (intorno a 1,1 miliardi). I soci, invece, verseranno intorno ai 900 milioni. Da qui il board di Cassa che è servito a confermare l'impegno. Il rifinanziamento delle banche era anche legato al ribilanciamento dei piani di copertura delle aree bianche (660 milioni già approvati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Nars) e delle aree grigie. (riproduzione riservata)