Si accende il confronto tra il governo italiano e il vertice di Unicredit dopo il lancio dell’ops di piazza Gae Aulenti su Banco Bpm. Palazzo Chigi ha potuto solo prendere atto dell’operazione e considera poco chiare le finalità dell’operazione.
«Il lancio da parte di Unicredit dell’offerta pubblica di scambio volontaria su Banco Bpm è stata comunicata a ridosso della delibera del cda di Unicredit e il governo ne ha potuto soltanto prendere atto. Inoltre, secondo l’esecutivo non è chiara la finalità dell’operazione vista anche la concomitanza con l’interesse dell’istituto italiano verso la tedesca Commerzbank».
Il governo, continua la nota, «approfondirà con la procedura del golden power, come previsto dalla normativa e come sempre accaduto in passato per casi simili, con un attento esame da parte degli uffici competenti». Fonti vicine all’esecutivo giudicano comunque il veto golden power esercitabile ma complesso perché esposto a contenziosi di carattere legale. Per questo è probabile che venga usato come una leva per arrivare a una convergenza tra Palazzo Chigi e il vertice di Unicredit.
Da parte sua Andrea Orcel, ceo di Unicredit, ha dichiarato in un’intervista al Tg1 che la risposta iniziale del governo italiano all'offerta spontanea della sua banca per la rivale Banco Bpm «è naturale, poiché ogni cambiamento nel sistema bancario richiede un'attenta valutazione». E ancora: «la mossa su Banco Bpm è attesa da anni, è molto complementare per noi e non ha un grande impatto sulla rete. L'impatto sui clienti sarà tutto positivo e aggiungerà molto valore», ha concluso Orce. (riproduzione riservata)