Cominciano a schierarsi i soci si Illimity sull’opas di Banca Ifis. Il consiglio di amministrazione di Banca Sella Holding presieduto da Maurizio Sella e guidato dall’ad Pietro Sella mercoledì 15 ha preso atto dell’annuncio dell’offerta da parte di Banca Ifis sulle azioni ordinarie Illimity, di cui Sella Holding possiede il 10%.
Il board, si legge in una nota diffusa a borsa chiusa, ha valutato favorevolmente «l’interesse di una controparte solida e credibile» per Illimity e «le prospettive di valore industriale di breve e lungo periodo espresse nel comunicato al mercato, connesse all’operazione, tali da favorire sinergie e sviluppo alla società stessa». Da qui, l’interesse del consiglio a proseguire nella valutazione dell’offerta.
L’istituto veneziano controllato dalla famiglia Fürstenberg attraverso la holding La Scogliera è uscito allo scoperto la scorsa settimana con un’offerta mista in carta e contanti che valorizza il titolo Illimity 3,55 euro: per ciascuna azione dell'istituto di Corrado Passera vengono messe sul tavolo 0,1 azioni Banca Ifis di nuova emissione e un corrispettivo in denaro di 1,41 euro, con un premio del 5,8% rispetto alla chiusura di martedì 7.
Nelle due sedute successive alla presentazione dell’opas il titolo Illimity è scattato in territorio positivo, mettendo a segno un rialzo del 15%. Secondo gli analisti l'impennata avrebbe diverse spiegazioni: ricoperture rispetto alle posizioni corte aperte alla fine dello scorso anno, arbitraggi e il rialzo registrato dal titolo Banca Ifis. Da venerdì scorso però i corsi azionari di Illimity si sono stabilizzati e oggi mercoledì 15 i titoli hanno chiuso a quota 3,84 euro. (riproduzione riservata)
Secondo quanto comunicato alla Consob, negli ultimi giorni gli hedge fund Point72, Gsa Capital Partners e Pdt Partners hanno aumentato le proprie posizioni corte sul titolo arrivando nel complesso al 2,53% del capitale di Illimity. Per gli analisti la scelta potrebbe essere legata alla convinzione dei tre investitori che il prezzo delle azioni di Illimity abbia raggiunto un livello tale da giustificare una vendita allo scoperto, nell'aspettativa che le quotazioni scendano a livelli inferiori dopo la corsa messa a segno dallo scorso 8 gennaio. Tradotto: si scommette sempre di meno su un rilancio dell’offerente.
Anche gli esperti di Equita (che con il suo separato desk di investment banking è anche advisor di Banca Ifis) ritengono improbabile che, in assenza di novità significative riguardo ai target, l'offerta possa subire modifiche. «Il target di utile netto al 2027 e le sinergie identificate dal management per la combined entity ci sembrano ragionevoli», scrive la società milanese, rilevando che il mercato ha reagito con ottimismo, facendo salire Illimity a premio rispetto all'offerta.
La cautela degli analisti sembra condivisa anche dal board di Illimity che sinora non ha annunciato chiusure nette sulla proposta. Venerdì scorso gli amministratori hanno fatto la prima disamina dell’opas e si sono limitati a definire l'opas «non sollecitata né preventivamente concordata», ribadendo che non sarà trascurata «alcuna opzione strategica che possa contribuire all'obiettivo di creare valore».
Quella di Banca Sella è la prima apertura di un grande azionista di Illimity alla proposta presentata da Ifis. Ma potrebbe non essere la sola. Secondo quanto risulta anche Andrea Pignataro che detiene il 9,4% della società attraverso FermIon Investment Group, sarebbe disponibile ad esaminare senza preclusioni l’opas. (riproduzione riservata)