L’economia globale è in ripresa ma resta fragile. Tanto che l’Ocse, nel periodico economic outlook, ha alzato le stime di crescita a +2,7% per il 2023 e le ha confermate al +2,9% nel 2024. Un po’ meno positive invece le previsioni per l’Eurozona che si fermano al +0,9% per quest’anno e al +1,5% per il 2024.
L’Italia farà meglio dei suoi partner europei nel 2023, crescendo dell’1,2%, il doppio di quanto previsto nel rapporto dell’Ocse di marzo. Con tali ritmi di crescita l’Italia non solo supererebbe la media europea (+0,9%) ma soprattutto sorpasserebbe sia la Francia (+0,8% nel 2023) sia la Germania (0%). Confermata invece la stima precedente sul pil italiano per il 2024, che dovrebbe segnare un +1%.
Il percorso di crescita dell’economia italiana potrà essere ostacolato dai ritardi nell'attuazione del Piano Nazionale di Ripristino e Resilienza (Pnrr). Basti pensare, che ad oggi il 50% delle spese sono in ritardo. L’Ocse suggerisce all’Italia di «sostituire i progetti irrealizzabili, e contemporaneamente migliorare l’efficienza Pa e la capacità di gestire i piani».
Un’altra priorità per l’Italia, sottolinea l’Ocse, è riportare il debito a livelli sostenibili. Anche se l’Organizzazione prevede un calo del rapporto debito/pil italiano al 140,7% quest’anno e poi al 139,4% nel 2024. Come anche una contrazione del deficit al 4,1% per il 2023 e al 3,2% l’anno successivo.
L’Ocse evidenzia un altro aspetto che l’Italia deve tenere sotto controllo: l’inflazione. Nel 2023 infatti i prezzi tricolore dovrebbero salire del +6,4%, un valore più alto della media europea del 5,8%. Il carovita dovrebbe poi rallentare al 3% in Italia e al 3,2% nell’Eurozona nel 2024.
Un’altra buona notizia arriva dal mondo del lavoro italiano. Il tasso di disoccupazione già storicamente basso dovrebbe ridursi ulteriormente all’8,1% nel 2023 e nel 2024, mentre in precedenza era fissato all'8,3% e 8,5%. Il dinamismo del lavoro e il calo dei prezzi dell’energia dovrebbe così stabilizzare i redditi reali.
Da notare che l’Ocse è più ottimista anche sull’andamento economico della Russia nei prossimi anni. Ridimensiona, infatti, ancora una volta le stime sul calo del pil russo per il 2023 al -1,5% e per il 2024 al meno -0,4%. (riproduzione riservata)