È in Robin Health il primo investimento di Step Fund. Il fondo della società di gestione Alternative Capital Partners (con Cdp Venture Capital, Reale Mutua e Zest tra gli investitori) ha effettuato un closing a 30 milioni di euro nel 2025 (su un target di 50 milioni) e ora chiude la prima operazione, partecipando al round pre-seed da 2 milioni della startup healthtech milanese.
Robin Health ha sviluppato un’applicazione per il monitoraggio della salute e, con le risorse appena raccolte, intende consolidarne l’utilizzo in un primo settore verticale, quello dell’obesità. Dopodiché, l’obiettivo è estendere l’app anche ad altre patologie.
L’azienda è nata da un’idea di Giacomo De Lorenzo, Michele Giannotta e Nicholas Parini, già founder di diverse startup tech negli anni passati. Nello specifico, Robin Health integra dati comportamentali, biometrici e clinici – combinandoli con l’intelligenza artificiale – in un’app che serve per supportare medici e pazienti nella gestione quotidiana della patologia. In questo modo «i dati generati dal paziente diventano una fonte attiva di valore per professionisti, strutture sanitarie e utenti finali», spiega Maria Imbesi, partner di Step Fund.
Nel caso specifico dell’obesità, l’obiettivo è migliorare i risultati delle terapie per la perdita di peso affiancando un percorso personalizzato all’uso di farmaci come gli agonisti del recettore GLP-1, i trattamenti iniettabili (Wegovy e Zepbound) il cui utilizzo nel mondo è in continua crescita.
Secondo alcune stime, solo negli Stati Uniti questi medicinali sono utilizzati da quasi il 12% della popolazione e Ubs ha previsto che il mercato dei GLP-1 raggiunga un valore di circa 130 miliardi di dollari nel 2030.
«Spesso si sente dire che basta mangiare meno e muoversi di più, ma l’obesità è una patologia complessa. Oggi possiamo trattarla in modo efficace, ma il risultato dipende dal percorso quotidiano. Per questo abbiamo creato Robin Health, una piattaforma costruita con il coinvolgimento attivo di medici e specialisti che combina scienza, dati e tecnologia», racconta il co-fondatore Giacomo De Lorenzo. (riproduzione riservata)