Nvidia ha siglato un accordo di licenza con la startup di chip Groq per la sua tecnologia di AI inference: una mossa strategica, data la concorrenza sempre più serrata nel settore AI.
In base all’accordo, non esclusivo, l’amministratore delegato e fondatore di Groq, Jonathan Ross, entrerà in Nvidia, insieme al presidente Sunny Madra e a parte dei dipendenti della startup. Fondata nel 2016, Groq sviluppa chip e software destinati all’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale.
I chip Language Processing Unit di Groq sono specializzati nell’inferenza, ovvero il processo messo in atto dai modelli AI di rispondere, effettuare previsioni e trarre conclusioni a partire da nuovi dati e dalle domande poste loro.
Ross ha dichiarato che la loro architettura, basata su memoria integrata, consente di produrre e distribuire i chip più rapidamente, con un consumo energetico inferiore e un’efficienza dieci volte superiore rispetto alle unità di elaborazione grafica (Gpu), prodotte da Nvidia, che in genere richiedono molta energia e risultano più adatte alla fase di addestramento dei modelli.
Ross, che prima di fondare Groq nel 2016 è stato uno degli uomini chiave dello sviluppo dei chip di Google, ha dichiarato mercoledì 24 dicembre su LinkedIn che entrerà in Nvidia per contribuire all’integrazione della tecnologia oggetto della licenza e che GroqCloud (il fornitore di servizi del gruppo che vende capacità di elaborazione per l’IA agli sviluppatori software in alternativa a chip o server), continuerà a operare in modo indipendente. Il direttore finanziario di Groq, Simon Edwards, assumerà il ruolo di nuovo amministratore delegato.
L’accordo si inserisce in un settore, quello dell’AI, in cui partnership di questo genere sono sempre più frequenti, se non addirittura fondamentali, per tenere il passo dei concorrenti.
Meta Platforms ha investito 14 miliardi di dollari in Scale AI, un’operazione che ha portato l’amministratore delegato della startup a entrare nel gruppo di Zuckerberg per contribuire alla guida delle sue attività nell’intelligenza artificiale. Lo scorso anno Alphabet, attraverso Google, ha concordato l’assunzione di dirigenti di primo piano di Character.AI, ottenendo al contempo la licenza sulla tecnologia della società. Anche Microsoft ha concluso un accordo analogo con la startup Inflection AI.
Gli unici dubbi che possono derivare da accordi di questo genere afferiscono le valutazioni dell’Antitrust, particolarmente attento alle concentrazioni di imprese nel settore tech. Un accordo di licenza non esclusivo come questo tra Nvidia e Groq, però, lascia meno spazio a eventuali sanzioni o blocchi da parte dell’autorità della concorrenza.
Oltre all’ingresso di nuovi operatori nel settore, come Google e Amazon, alcuni dei principali clienti di Nvidia, come OpenAI e Meta, hanno iniziato a progettare chip personalizzati in house: un ulteriore elemento che ha spinto la società da 5.000 miliardi di capitalizzazione a provare ad alzare l’asticella nei confronti degli avversari.
Groq è stata valutata 6,9 miliardi di dollari in un round di finanziamento da 750 milioni di dollari chiuso a settembre, che ha visto la partecipazione di gestori patrimoniali come BlackRock e Neuberger Berman, oltre a Cisco Systems e Samsung. L’azienda ha dichiarato che i propri chip sono progettati, fabbricati e assemblati in Nord America, avvalendosi di partner tra cui Samsung.
Da tempo Nvidia è il principale fornitore di chip avanzati per il calcolo destinato all’intelligenza artificiale, posizione che l’ha portata a diventare la società con la maggiore capitalizzazione a livello globale. L’azienda ha inoltre accelerato il ritmo di lancio delle proprie soluzioni di IA di nuova generazione.
È lecito aspettarsi, comunque, delle novità dalla partnership Nvidia-Groq, che potrebbe diventare qualcosa di più grande. Cnbc ha riferito, infatti, che Nvidia ha accettato di acquisire Groq per 20 miliardi di dollari in contanti, ma nè Nvidia nè Groq hanno commentato la notizia. Per il momento, come dichiarato dai diretti interessati, le due società rimangono entità separate, ma la questione resta sul piatto.(riproduzione riservata)