Tutti gli occhi sono puntati sui conti del produttore di chip statunitense Nvidia, vero banco di prova per capire se il rally legato ai titoli dell’intelligenza artificiale sia eccessivo oppure no. L’azione Nvidia è infatti balzata del 1.000% dal lancio di ChatGgp nel novembre 2022. Una performance stellare che include un guadagno da inizio 2025 di oltre il 40% che ha reso il gruppo la prima società a superare i 5.000 miliardi di dollari di valore di mercato a ottobre.
La cautela è aumentata dopo la notizia che il miliardario Peter Thiel ha venduto quasi tutta la sua partecipazione da 100 milioni di dollari in Nvidia. Comunque, gli analisti si attendono un altro trimestre eccezionale da Nvidia (conti in uscita mercoledì 19 novembre). Secondo Lseg, si aspettano in media che la società registri un aumento del 53,8% su base annua dell'utile per azione nel terzo trimestre fiscale.
Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, si attende ricavi vicini a 55 miliardi di dollari, in aumento di oltre 55% su base annua, e un eps adjusted a 1,26 dollari. «La voce che sarà più osservata rimane il segmento data center, che nel secondo trimestre aveva toccato quota 41,1 miliardi di dollari su ricavi totali per 46,7 miliardi», aggiunge Diodovich. «Per il terzo trimestre il mercato si aspetta un ulteriore salto fino a 49,5 miliardi, pari a quasi il 90% del fatturato totale. Sarebbe una crescita eccezionale: quasi +20% trimestre su trimestre». Il grande interrogativo è se questo ritmo sia davvero sostenibile.
Un altro punto chiave, a detta dell’esperto di IG Italia, sarà la visibilità sul portafoglio ordini di Nvidia. Negli ultimi mesi si è parlato di ordini potenziali che supererebbero i 500 miliardi di dollari tra contratti, prenotazioni e impegni formali da parte di alcune imprese. «Questo numero, se confermato, riduce moltissimo l’ansia degli investitori per la bolla AI: se i clienti firmano ordini miliardari con visibilità di diversi anni», conclude Diodovich, «il mercato non può ignorare la forza strutturale della domanda».
Oltre ai risultati trimestrali, sarà quindi «cruciale la guidance per i prossimi trimestri. Dopo la corsa degli ultimi mesi, il rischio è che le aspettative del mercato si siano alzate sensibilmente», sottolinea Fabrizio Santin, senior investment manager di Pictet Asset Management.
«Le nuove collaborazioni annunciate, tra cui quelle con OpenAI e Amd, con Amazon che ha già fornito chip per 38 miliardi di dollari a quest’ultima, «limitano lo spazio per sorprese di breve periodo, ma rappresentano al tempo stesso la base per una crescita più strutturale. Se i profitti dovessero avvicinarsi ai 500 miliardi di dollari, ben oltre le stime degli analisti, la sorpresa sarebbe positiva, ma verosimilmente destinata a emergere in modo graduale nel corso dei prossimi trimestri», aggiunge Santin.
Con ricavi e profitti da record diventati un tratto distintivo di ogni trimestrale, Nvidia sta ora compiendo, con discrezione, mosse che vanno oltre le tradizionali Gpu e le opportunità nei data center. In particolare, sta dando una lezione magistrale sulla gestione del capitale. Negli ultimi 12 mesi, infatti, ha generato 72 miliardi di dollari di free cash flow. Il flusso di cassa sta accelerando a un ritmo impressionante grazie soprattutto all’enorme princing power di cui Nvidia gode con le sue Gpu. Dato il profilo di liquidità sempre più solido, gli investitori sono curiosi di capire come la società stia allocando il capitale.
La direttrice finanziaria, Colette Kress, ha accennato in passato a un aumento dell’interesse di Nvidia per nuove acquisizioni. Nell’ultimo anno ha speso quasi 1,4 miliardi di dollari per acquisire aziende come Run:ai, OctoAI, Shoreline e Deci. Molte di queste acquisizioni integrano direttamente il portafoglio di chip Nvidia, ma l’azienda ha effettuato anche investimenti strategici in società di altro tipo, come quella di infrastrutture CoreWeave. Inoltre, a fine ottobre, ha realizzato un altro investimento importante nel settore delle telecomunicazioni.
E se la partnership con Nokia (Nvidia investirà 1 miliardo nel gruppo finlandese) è rivoluzionaria perché apre la porta a nuovi servizi sia nel mercato enterprise sia in quello consumer, l’azienda americana ha stretto anche un’alleanza strategica con Intel per le Cpu di nuova generazione.
A Wall Street attualmente Nvidia è scambiata a un rapporto prezzo/utile forward di 28. A prima vista, potrebbe non sembrare un buon affare, ma per i 72 analisti che hanno un rating buy sull’azione (6 hold e solo 1 sell) con un prezzo obiettivo medio a 236,38 dollari (+26% rispetto alla quotazione del 17 novembre a Wall Street a 187,6 dollari) il mercato non ha ancora scontato pienamente il potenziale di crescita che le nuove partnership potrebbe generare.
«Negli ultimi mesi il dibattito sulla congruità delle valutazioni delle grandi società quotate di Wall Street si è riacceso, in particolare con riferimento al tema dell’intelligenza artificiale, che sembra ora aver raggiunto un punto di svolta. Le recenti vendite osservate sui mercati non rappresentano un’inversione di tendenza, ma piuttosto una fase fisiologica di consolidamento dopo un periodo di forti rialzi», spiega Santin per il quale nell’ultima parte dell’anno è normale osservare una maggior volatilità.
Infatti, molti operatori tendono a fare cassa sui guadagni accumulati per chiudere l’esercizio in ordine, soprattutto in un anno complesso come il 2025, segnato dalle tensioni tariffarie e da un clima di incertezza economica. Nonostante ciò, «i mercati azionari hanno mantenuto un bilancio complessivamente positivo, senza segnali macroeconomici o microeconomici di reale deterioramento. Il graduale rasserenamento dei rapporti tra Stati Uniti e Cina ha rappresentato un fattore di stabilizzazione importante». Nel complesso, quindi, il quadro resta favorevole, anche se più selettivo: «l’intelligenza artificiale rimane un tema trainante ma non privo di sfide: la differenza la farà la capacità delle aziende di trasformare la spesa in innovazione in redditività sostenibile». (riproduzione riservata)