Una rampa di lancio per il prossimo capitolo del travel, che integrerà agenti AI evoluti con il capitale umano per semplificare i processi interni di tutte le attività del tour operator, liberare tempo e migliorare l’esperienza di clienti e agenzie. È la nuova scommessa di Idee per Viaggiare, il tour operator capitolino, nato dalla visione condivisa dei cofondatori Danilo Curzi, Stefania Fusacchia e Roberto Maccari e che in occasione del trentennale dalla fondazione, ha presentato il suo nuovo ecosistema digitale.
Un investimento strategico, quello nel digitale, «a sei zeri negli ultimi cinque anni che punta a semplificare i processi interni, liberare tempo per la creatività e migliorare l’esperienza di clienti e agenzie», ha spiegato a MF- Milano Finanza Andrea Nike Curzi, innovation manager sottolineando che «il nuovo ecosistema digitale è già in funzione, oggi i consulenti possono gestire una richiesta di viaggio attraverso un cruscotto unificato che raccoglie informazioni su cliente, voli, hotel e storico delle interazioni, eliminando i passaggi ripetitivi e lasciando spazio alla consulenza creativa e personalizzata. La risorsa più preziosa che restituiamo è il tempo».
Si è aperto, dunque, un nuovo capitolo, tutto digitale per la società che dallo scorso anno è anche back sponsor della Sampdoria e che ha chiuso il 2024 con un volume di affari di 155 milioni di euro, di cui 50 milioni di attività di consolidatore biglietteria aerea.
«Si tratta di un risultato per nulla scontato che arriva al termine di un’annata di forte instabilità geopolitica ed economica, che chiudiamo in crescita anche per quanto riguarda la marginalità», spiega a MF-Milano Finanza Danilo Curzi, ceo del tour operator. «Ciò che ci rende vincenti è la nostra capacità di essere multi-destinazione, nonostante un calo, negli ultimi quattro mesi, delle partenze verso alcune destinazioni, soprattutto verso gli Usa. Mentre la vera sorpresa di questa stagione sono il Giappone, che conferma dei numeri incredibili diventando la seconda destinazione della nostra programmazione, e la Cina, frutto dell’offerta veicolata tramite il nostro brand Chinasia, che cresce a doppia cifra ed è ormai la nostra quarta destinazione in termini di passeggeri. È stata un’ottima intuizione così come trenta anni fa siamo partiti da un biglietto aereo fatto a mano e oggi siamo arrivati all’IA. È questa la direzione che stiamo seguendo con significativi investimenti nella trasformazione digitale», conclude il ceo.
Una transizione tecnologica che si avvale di diversi partner internazionali: Salesforce, Genesys, GP Solutions, Travelport, Experience Cloud Consulting. Non solo. A dimostrazione di quanto creda in questa evoluzione, IdP ha scelto di nominare Agostino Oliveri, già responsabile della protezione dati dell’azienda, chief artificial intelligence officer.(riproduzione riservata)