In Italia, nei prossimi 10 anni, saranno necessari circa 6 miliardi di euro all’anno di investimenti nella rete per l’evoluzione del sistema elettrico e della distribuzione. Tali investimenti potranno generare oltre 13 miliardi di valore aggiunto nel sistema Paese ogni anno, pari a circa lo 0,7% del pil italiano, abilitando oltre 170mila posti di lavoro e garantendo oltre 12 miliardi di euro di redditi per le famiglie italiane.
È quanto emerge dal report Il ruolo della distribuzione elettrica per una transizione energetica sicura, realizzato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con Enel e presentato il 7 settembre 204 in occasione della 50 esima edizione del Forum, a Cernobbio. Tra i presenti in sala anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell'Italia, Gilberto Pichetto Fratin.
Negli ultimi anni, sottolinea lo studio, le performance del settore della distribuzione sono state supportate da un sistema normativo-regolatorio sviluppato su più livelli, evoluto e particolarmente adeguato alle reti. Gli esperti auspicano che l’evoluzione futura preservi e valorizzi nel lungo periodo i benefici garantiti finora. A loro avviso, occorre quindi «che l’evoluzione prospettica del sistema normativo-regolatorio non costituisca, nella seconda metà del decennio in corso, un freno agli investimenti di cui l'evoluzione della rete necessita».
«Sicuramente» sul nucleare in Italia «c’è interesse: collaboriamo con Ansaldo Energia e con Newcleo», sia sviluppare sia per «ragionare sulla potenzialità di impianti small motor reactor e sulla tecnologia di terza e quarta generazione», dice Gianni Vittorio Armani, direttore di Enel Grids and Innovability di Enel. «Noi siamo gestori di impianti nucleari, siamo proprietari di impianti in Spagna e siamo l’ultimo operatore che ha realizzato e completato dentro i costi un impianto nucleare in Europa. Le specifiche e la complessità della normativa europea dal punto di vista della sicurezza rende questo tipo di tecnologia complicata e non ha piani di sviluppi che altri spazi potenzialmente hanno».
Il manager esclude, invece, che Enel possa cedere pezzi di rete ad alta tensione a Terna. «Non abbiamo particolari interessi a cedere pezzi di rete», puntualizza. (riproduzione riservata)