L’agenzia francese per la sicurezza dei medicinali (Ansm) ha imposto una sanzione da 2 milioni di euro a Novo Nordisk ed Eli Lilly. La multa è legata alla diffusione di alcune campagne di comunicazione sull’obesità
Secondo l’Ansm, le iniziative promozionali, «ampiamente diffuse presso il grande pubblico (affissioni, trasporti, stampa, social media)», sono «suscettibili di indurre in errore il pubblico in un contesto segnato da una forte copertura mediatica e da un uso crescente e improprio degli analoghi del GLP-1 (aGLP-1), in particolare a fini di perdita di peso a scopo estetico».
L’intervento dell’autorità francese non è isolato. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda) ha rilevato delle falle nella segnalazione degli effetti collaterali di Ozempic e Wegovy, i medicinali di Novo Nordisk per il controllo di diabete e peso, e a marzo 2026 ha mandato una lettera di avvertimento alla società danese.
Inoltre, i trattamenti anti-obesità di Novo Nordisk ed Eli Lilly sono al centro di alcuni procedimenti legali. Sempre negli Stati Uniti nel 2025 sono partite richieste di risarcimento per 2 miliardi di dollari nei confronti del gruppo danese che - è la tesi dei richiedenti - non avrebbe informato in modo chiaro i pazienti dei rischi di Ozempic. Diversi procedimenti analoghi negli Stati Uniti sono rivolti anche contro Mounjaro, uno dei trattamenti di Eli Lilly. In più, secondo la testata francese Le Dauphiné Libéré, anche in Francia sarebbero in preparazione decine di cause contro le due case farmaceutiche.
Nel frattempo l’utilizzo dei trattamenti anti-obesità continua a crescere. E con esso i numeri di Novo Nordisk e soprattutto di Eli Lilly. Il gruppo statunitense ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi in aumento del 56%, a 19,8 miliardi di dollari. Un forte incremento dei volumi ha più che compensato il ribasso applicato ai prezzi di Mounjaro e Zepbound - che da soli hanno portato 12 miliardi nelle casse di Eli Lilly - dopo l’accordo con la Casa Bianca.
Novo Nordisk invece pubblicherà i conti del primo trimestre 2026 il 6 maggio. La società danese nel 2025 ha subito la concorrenza del competitor statunitense e ha varato un piano di ristrutturazione aziendale con circa 9 mila licenziamenti e una riprogrammazione di molti investimenti. Anche in borsa il titolo di Novo Nordisk ha sofferto, perdendo quasi il 35% a Copenaghen negli ultimi 12 mesi, mentre le azioni di Eli Lilly hanno guadagnato circa il 18% nello stesso periodo. (riproduzione riservata)