Il più grande fondo sovrano del mondo continua a puntare sulla tecnologia americana. Il Government Pension Fund Global, gestito da Norges Bank Investment Management (Nbim, il fondo sovrano della Norvegia che ha in portafoglio asset per 2 mila miliardi di dollari), ha chiuso il terzo trimestre con un rendimento del 5,8%, spinto dall’ottimismo legato all’intelligenza artificiale e dalla solidità dei mercati azionari internazionali.
Al centro della strategia di investimento del fondo restano i grandi titoli tecnologici statunitensi. In portafoglio figurano Meta, Alphabet, Amazon, Nvidia e Microsoft, vere e proprie locomotive dell’ultimo rally azionario, sostenuto dal boom dell’AI generativa e dai robusti utili trimestrali.
Le azioni statunitensi rappresentano circa il 40% del portafoglio azionario complessivo di Nbim, confermando l’importanza di Wall Street per la performance del fondo.
Accanto alle big tech, Nbim mantiene posizioni rilevanti anche in alcuni colossi della finanza e dell’economia tradizionale come JPMorgan Chase, Walmart, Eli Lilly e Coca-Cola. Un mix che combina la crescita dei titoli tecnologici con la stabilità dei settori difensivi, in un’ottica di lungo periodo.
Secondo il vicedirettore generale Trond Grande, i migliori risultati trimestrali sono arrivati dai comparti dei materiali di base, delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari, che hanno beneficiato della ripresa dei mercati globali e dell’ottimismo verso l’innovazione tecnologica.
Grande ha anche segnalato un ruolo sempre più rilevante della regione Asia-Pacifico, dove l’interesse per l’IA si intreccia con un miglioramento della governance aziendale, soprattutto in Giappone e Corea del Sud.
Nbim continua a perseguire una politica di forte diversificazione, con il 71,2% del portafoglio investito in azioni, il 26,6% in obbligazioni, l’1,8% in immobili non quotati e lo 0,4% in infrastrutture per l’energia rinnovabile.
Nel trimestre, il rendimento degli investimenti azionari è stato del 7,7% e quello delle obbligazioni dell’1,4%, mentre il settore immobiliare ha reso l’1,1%.
Proprio sul fronte immobiliare, la società ha recentemente annunciato un investimento da 543 milioni di dollari per l’acquisto di un grattacielo per uffici a Manhattan, che rappresenta un segnale di fiducia nel mercato statunitense.
Il fondo norvegese non è però immune dalle tensioni geopolitiche: la decisione di limitare gli investimenti in Israele e di disinvestire da Caterpillar ha suscitato la reazione critica dell’amministrazione Trump, che ha definito la scelta «molto preoccupante».
Un episodio che conferma come, per un attore finanziario di dimensioni globali come Nbim, la gestione degli investimenti non possa mai prescindere dalle considerazioni politiche e reputazionali.
Con un rendimento trimestrale di oltre 100 miliardi di dollari e una chiara esposizione verso i leader dell’AI, Nbim si conferma così non solo come il più grande fondo sovrano del pianeta, ma anche come un barometro dell’economia globale: dove la tecnologia cresce, il capitale norvegese segue.(riproduzione riservata)