Il patron di Ima, Alberto Vacchi, vuole mano libera nei propri investimenti e porta a termine un mini riassetto nel portafoglio partecipazioni del proprio family office Alva. Imprenditore bolognese di terza generazione, 61 anni, Vacchi è il presidente e l’amministratore delegato di Ima, colosso mondiale del packaging da 2,36 miliardi di euro di fatturato, che con 7.500 dipendenti rifornisce clienti come Pfizer, Abbott, Bayer, Sanofi (nel pharma) e Nestlé, Unilever e J&J (nell’alimentare). E in cui hanno investito anche Byron Trott, il banchiere di fiducia del miliardario americano Warren Buffett, e altre dinastie industriali del Paese.
Esperto di filiere, è una figura di spicco del panorama imprenditoriale italiano: ex numero uno di Confindustria Emilia Centro, nelle presidenziali di Viale dell’Astronomia del 2016 è stato il candidato per il vertice della confederazione nazionale di due padri nobili di Confindustria come Gianfelice Rocca e Luca Cordero di Montezemolo.
Creata nel ‘99, Alva è la holding di partecipazioni da 330 milioni di patrimonio con cui Vacchi reinveste il copioso flusso di dividendi che ogni anno arriva a valle da Ima, grazie al 12% circa di Alps Holding. È il veicolo presieduto dallo stesso imprenditore che a monte controlla (al 95%) Sofima, l’ulteriore scatola che ha in pancia il 100% dell’ex quotata Ima.
Con circa 70 milioni di utile nel 2024, il portafoglio partecipazioni (di maggioranza e minoranza) di Alva – che vale quasi 230 milioni – è vasto: va da altre subholding che fungono sempre da piattaforma investimenti (oltre ad Alps, ci sono Grecale, Quadrifoglio, Cofima e ora Caurus) a quote in imprese industriali (Pietro Galliani che fa nastri laminati, Italian Venture Hotellerie attiva nelle forniture per alberghi, Egosistema che gestisce palestre di fitness, Macelleria Massimo Zivieri, Pasta Cuniola, Panta Rei per il noleggio moto e bici, Agenzia Viaggi Nuova Era e Palazzo Bentivoglio Lab) fino a grandi imprese agricole (Cuniola, Cuniola Due e Valle Bentivoglia) con vasti appezzamenti dove l’industriale va anche a caccia. Come fanno molti imprenditori italiani, c’è spazio anche per il mattone: i veicoli Elsa Investimenti, Nemo Investimenti, Lopam, Camabo Bologna, Antares Nova e Ulivo si occupano invece degli investimenti immobiliari.
Secondo alcuni documenti societari consultati da MF-Milano Finanza, quest’estate Vacchi ha chiuso i cantieri di un riassetto in una delle sue minori subholding d’investimento: la Grecale Partecipazioni, operazione che ha portato alla separazione con Stefano Cataudella. Docente universitario di ecologia e professore emerito, Cataudella è un consulente di lunga data di Ima, dove siede nel board dal 2017 e dove Vacchi lo ha inserito anche nel comitato di indirizzo strategico del colosso del packaging.
Dal 2018, i due avevano iniziato a investire assieme dando vita a Grecale, holding di partecipazioni con quote in imprese della classica manifattura industriale italiana, società agricole (Valle Fosse) ed edilizia, affiancate anche da uno 0,37% di Alps Holding. Il capitale era diviso fra Alva (al 51%) e Alma (al 49%), cassaforte di Cataudella. A luglio è stata varata una scissione parziale asimmetrica di Grecale, in cui il capitale economico da quasi 13 milioni è stato diviso pro quota: 6,17 milioni (corrispondenti al 49% del valore degli asset) sono rimasti in Grecale dove Alma è salita al 100%, mentre 6,42 milioni sono stati assegnati a una piattaforma di nuova costituzione: la Caurus Investimenti, di proprietà 100% Vacchi.
Insomma, Vacchi e Cataudella si sono divisi il portafoglio, senza ulteriori conguagli in denaro. Cos’è successo? «Dopo lungo periodo di condivisione Alva ha manifestato l’esigenza di addivenire ad una riorganizzazione societaria che permettesse la possibilità di disporre direttamente ed autonomamente degli asset nell’ottica di semplificare e gestire in forma diretta le interessenze, così da avere la massima libertà operativa», si legge nel progetto di scissione.
A quanto pare le ragioni del voler «disporre in completa autonomia» del patrimonio risiedono nel fatto che Cataudella ha raggiunto i 76 anni e sta riducendo le sue attività, pur restando legato ad Ima. Con Caurus, dunque, Vacchi ora opera anche nei laser per tagliare i metalli (Laser Store), nella fabbricazione di apparecchiature elettriche per saldature e brasature (RawTech), nelle macchine per la dosatura (H72SA), nell’acquacoltura marina (Sair), nell’edilizia (Icon Re) e in altre attività d’investimento con nuove subholding: Golden Rule Investments e Strava, a fianco di Giuseppe Stefanel e Giulio Corno. (riproduzione riservata)