Poco meno di una settimana. Poi la partita per il rinnovo dei membri delle commissioni parlamentari dovrebbe sbloccarsi, con la calendarizzazione il 10 giugno. Da oltre sette mesi il Parlamento è in stallo, bloccato davanti alla difficoltà di scegliere tra nuovi nomi o riconferme. E al centro della contesa sembra posizionarsi l’ambita commissione Bilancio della Camera, attualmente presieduta dal forzista Giuseppe Mangialavori.
Secondo il regolamento parlamentare le commissioni permanenti di Camera e Senato vanno rinnovate due anni dopo l’inizio della legislatura (cominciata nel settembre 2022), ed è concessa sia la riconferma dei membri in carica sia la nomina di nuovi. Un modo per ristabilire o riaffermare gli equilibri di maggioranza nel Parlamento. Ma da quando sono trascorsi i due anni la revisione è stata periodicamente posticipata. Il che suggerisce una difficoltà nel trovare un nome che metta d’accordo tutti e che sblocchi l’impasse.
Non sono bastati finora i tentativi di accordo, telefonate e incontri per accordarsi sul nome più delicato, quello del futuro presidente della Commissione Bilancio della Camera: l’organo parlamentare che si occupa della legge di bilancio, delle manovre finanziarie e delle questioni economiche. Tanto che si fa strada l’ipotesi di una riconferma della guida di Mangialavori.
Il prossimo 7 giugno i capogruppo di Forza Italia (a cui è toccata la commissione nella spartizione dei poteri con Fratelli d'Italia e Lega) si riuniranno proprio per discutere e trovare una soluzione. Per il momento, secondo quanto raccontano fonti di maggioranza a MF-Milano Finanza, «nulla cambia». Salvo passi avanti individuali dell’ultimo minuto.
A far storcere il naso è la corrente interna agli azzurri di cui fa parte Mangialavori: quella che fa capo a Licia Ronzulli e Giorgio Mulè. Mentre alcuni esponenti forzisti preferirebbero per la presidenza qualcuno più vicino al vicepremier nonché segretario del partito, Antonio Tajani. Tant’è che nella rosa di nomi alternativi, secondo quanto risulta a Il Foglio, spiccano figure come Mauro D’Attis, Roberto Pella e Francesco Cannizzaro.
Dinamiche che, viste dall’esterno, non sembrano ancora risolte. Un’altra fonte parlamentare, questa volta dell’opposizione, ha descritto la situazione in Commissione Bilancio caotica: «Sembra che regni ancora confusione».
Ma è possibile che la situazione si sblocchi con una semplice riconferma di Mangialavori, come d’altronde accadrà nella quasi totalità delle commissioni con i presidenti uscenti. Soprattutto perché la mancata sostituzione o conferma dei componenti e delle presidenze sta generando un forte rallentamento dell’attività legislativa, con il rischio di compromettere il funzionamento ordinario delle istituzioni. Certo è che le pedine, ora, vanno mosse. (riproduzione riservata)