Il Nikkei chiude la seduta in rosso (-0,8% a 29.285,46 punti), mentre Hong Kong sale dello 0,27% e Shanghai dello 0,29%. L'oro si muove in debolezza a 1.826 dollari l'oncia e il petrolio americano guadagna lo 0,12% a 82,03 dollari il barile. Il dollaro scivola sulle maggiori valute, l'euro passa di mano a 1,16 (+0,16%), lo yen guadagna lo 0,4% a 112,77, la sterlina lo 0,12% a 1,3560. Il T bond Usa decennale vede il rendimento scendere all'1,479% dall'1,489% di inizio sessione asiatica, mentre i futures su Wall Street sono in leggero calo (-0,15% in media) dopo aver toccato nuovi massimi. A trainare i mercati americani, il via libera al pacchetto Biden da 1.200 miliardi di dollari di investimenti infrastrutturali.
Gli investitori in Asia sono cauti in attesa della pubblicazione dei dati sull'inflazione in Cina e negli Stati Uniti. Il Nikkei 225 guida le perdite, in ribasso per la terza sessione consecutiva, mentre le azioni a Hong Kong restano ai minimi dell'ultimo mese a causa delle persistenti preoccupazioni per una crisi di liquidità nel settore immobiliare cinese. Jeffrey Halley, analista di mercato per l'area Asia Pacifico di Oanda spiega che "nelle scorse ore il rapporto semestrale di stabilità della Fed ha evidenziato due rischi, quello legato al settore immobiliare cinese e l'inflazione che diventa persistente".
Lo Shanghai Composite si muove sopra la parità mentre il presidente Xi Jinping cerca di assicurarsi un terzo mandato alla guida della Cina durante il meeting annuale del Partito Comunista che termina giovedì. Intanto Taiwan, su cui Pechino ha mire di espansione, ha riferito che le forze armate cinesi costituiscono una "grave" minaccia militare e sono in grado di bloccare i principali porti e aeroporti dell'isola. La Cina ha intensificato negli ultimi mesi l'attività militare intorno all'area, incluso l'invio di un ripetuto volo di aerei da guerra nella zona di difesa aerea di Taiwan.
Il ministero della Difesa, in un rapporto che pubblica ogni due anni, ha scritto che la Cina ha lanciato quella che ha chiamato la guerra della "zona grigia", citando 554 "intrusioni" di aerei da guerra nella sua area sudoccidentale tra settembre dello scorso anno e la fine di agosto.
Bloomberg oggi, in un'analisi sul meeting del Partito Comunista e sul progetto di "prosperità comune" avviato dal presidente Xi Jinping, un progetto di stretta normativa che ha messo sotto stress il settore tecnologico e quello immobiliare, spiega che Xi sembra destinato a governare a tempo indeterminato dopo aver annullato la regola dei due mandati. Ma questo "non significa che ottenga sempre ciò che vuole".
I suoi funzionari "o prendono i suoi ordini troppo alla lettera, o sono così paralizzati dalla paura che non riescono ad assumere decisioni autonome, anche durante le grandi crisi. Ecco perché il suo potere in espansione rappresenta in realtà un rischio crescente per l'economia del Paese", prosegue Bloomberg. Nel frattempo, l'esercito cinese, scrive Reuters, sta usando false navi da guerra statunitensi per esercitazioni missilistiche nel deserto. (riproduzione riservata)