Nikkei sotto stress, mercoledì 5 novembre, l’indice giapponese cede il 2,8% alle ore 7:30 italiane dopo il calo del 2% del Nasdaq la sera precedente per i timori sulle valutazioni eccessive dei titoli legati all’intelligenza artificiale nonostante la buona trimestrale di Palantir. L’Hang Seng, però, si muove solo in leggera debolezza (-0,2%), mentre Shanghai sale dello 0,3%. A pesare sul sentiment, anche le dichiarazioni di David Solomon (Goldman Sachs) e Ted Pick (Morgan Stanley) che hanno messo in guardia da possibili correzioni di mercato nei prossimi due anni.
I titoli tecnologici e AI sono stati i più colpiti: SoftBank Group, Advantest, Lasertec, Fujikura e Tokyo Electron hanno perso tra il 3,2% e il 9,4%. In calo anche altri gruppi come Mitsubishi UFJ (-1,7%), Toyota Motor (-2%) e Mitsubishi Heavy Industries (-3,2%). Gli investitori restano in attesa dei principali dati macro in uscita questa settimana per avere indicazioni sulla prossima mossa della Bank of Japan, mentre cresce la speculazione su un possibile rialzo dei tassi a dicembre.
Toyota Motor (-3,5%) ha registrato risultati trimestrali inferiori alle attese nel periodo chiuso a settembre, penalizzata dai dazi imposti dagli Stati Uniti. Il colosso giapponese dell’auto ha chiuso con ricavi per 12,38 trilioni di yen (circa 81 miliardi di dollari) contro 12,18 trilioni attesi dal consenso Lseg, un utile operativo di 834 miliardi di yen contro 863,1 miliardi stimati. Toyota, leader mondiale per volumi di vendita di veicoli, ha registrato una flessione dell’utile del 28% su base annua, nonostante i ricavi siano cresciuti di oltre l’8%.
L’utile di Toyota è sceso per il secondo trimestre consecutivo dall’introduzione, lo scorso aprile, dei «dazi reciproci» statunitensi. A luglio Tokyo ha raggiunto un accordo con Washington che ha ridotto le tariffe sull’export di auto giapponesi negli Usa al 15%, rispetto al 25% inizialmente proposto dall’amministrazione Trump. Le nuove tariffe sono entrate in vigore il 7 agosto. Le esportazioni di auto giapponesi verso gli Stati Uniti hanno segnato una forte contrazione in valore, con un calo del 24,2% in settembre, dopo il -28,4% registrato in agosto.
Nonostante il contesto sfavorevole, Toyota continua a beneficiare di una buona domanda globale: le vendite di veicoli, inclusi i modelli del brand di lusso Lexus, hanno raggiunto 5,3 milioni di unità da aprile a settembre, in aumento del 4,7% su base annua.
L’indice RatingDog China General Services Pmi è sceso a 52,6 punti in ottobre 2025 da 52,9 a settembre, segnando il livello più basso da luglio e poco sopra le attese (52,5). La domanda estera ha continuato a calare, mentre l’occupazione ha mostrato un’ulteriore flessione, nonostante un’accelerazione nelle nuove commesse. La fiducia nel settore dei servizi si è leggermente indebolita, riflettendo la persistente incertezza che pesa sull’attività economica. (riproduzione riservata)