Tokyo a terra, oggi (-2,9%) dopo che i verbali di dicembre hanno messo evidenza una Fed piuttosto falco facendo cadere Nasdaq (-3,34%) ed S&P 500 (-1,94%). Resiste alle vendite, invece, la Cina, grazie ad un pmi dei servizi in salute. Alle ore 7:10 italiane l'Hang Seng cede lo 0,35%, Shanghai lo 0,2%, l'oro cala dell'1,21% a 1.804 dollari per oncia, il petrolio Wti americano dello 0,82% a 77,21 dollari il barile. L'euro viaggia debole a 1,1305, lo yen corre dello 0,21% a 115,87, la sterlina invece cede lo 0,2% a 1,3519.
Continuano le vendite sul T-bond Usa decennale, il cui rendimento passa dall'1,7% di inizio sessione asiatica all'1,735%. I futures su Wall Street, invece, per ora viaggiano in netto rosso, S&P 500 e Dow in media del -0,3%, il Nasdaq del -0,6%. Il Bitcoin, che ieri ha seguito le orme del Nasdaq, oggi è ancora in rosso per oltre l'1% a 43.203 dollari contro i quasi 48 mila dollari che ha toccato a inizio anno.
Quello che ha colpito ieri i mercati americani è stata la doppia stretta emersa dai verbali della Fed di dicembre: il rialzo prima del previsto del costo del denaro (ora le scommesse degli investitori sono di una prima mossa già a marzo) e l'inizio della riduzione delle dimensioni del bilancio della Federal Reserve (dal valore gigantesco di 8.800 miliardi di dollari, che si è gonfiato molto dopo la pandemia) "relativamente presto dopo aver iniziato ad aumentare i tassi", è riportato nei verbali. La sola riduzione del bilancio viene considerata una manovra monetaria restrittiva a sè stante.
Il Caixin China general services pmi è salito a 53,1 a dicembre da 52,1 a novembre, indicando il quarto mese consecutivo di espansione. La crescita dei nuovi ordini è accelerata nonostante i timori per le riacutizzazioni del Covid, l'occupazione è aumentata ai massimi dallo scorso maggio e la domanda estera è rimasta stabile. Nel frattempo, gli indicatori sia dei costi di produzione (input) che dei prezzi di vendita sono diminuiti, indicando una minore pressione inflazionistica.
Sul fronte contagi, nuove infezioni da coronavirus nella provincia di Henan pare siano aumentate velocemente, con le autorità che hanno adottato misure urgenti per contenere i cluster in vista delle Olimpiadi invernali e della stagione di punta del capodanno lunare. L'Henan ha registrato 64 persone positive con sintomi confermati nella giornata di ieri, in deciso aumento rispetto alle sole quattro del giorno prima, secondo i dati ufficiali pubblicato oggi.
Sebbene i numeri siano esigui rispetto a molti Paesi nel mondo e "finora non siano ancora stati segnalati casi della variante Omicron nell'Henan", scrive Reuters, diverse città hanno imposto nuovi limiti ai viaggi o alle attività economiche in risposta alla nuova ondata. La politica nazionale cinese di eliminare rapidamente i cluster non appena appaiono ha assunto un'urgenza ulteriore in vista dei Giochi olimpici invernali, ospitati da Pechino e dalla vicina provincia dell'Hebei a partire dal 4 febbraio.
Intanto nelle scorse ore la Corea del Nord ha dichiarato di aver testato un missile ipersonico (a velocità superiori a quelle del suono, non è facilmente intercettabile dalle difese aeree, come è emerso quando la Cina ne ha inviato uno attorno alla Terra lo scorso novembre), ieri, per la seconda volta in circa cinque mesi, mentre continua a sviluppare armi strategiche sfidando gli Stati Uniti e ai suoi alleati. Il missile "ha colpito precisamente" un bersaglio a 700 chilometri di distanza, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kcna. (riproduzione riservata)