Nexi conferma di aver ricevuto dal fondo di private equity statunitense Tpg un'offerta, «soggetta a diverse condizioni», per l'acquisto di alcuni asset che fanno parte della business unit Digital Banking Solutions. «Il consiglio di amministrazione si è riservato ogni valutazione in merito», si legge nella nota della paytech italiana guidata da Paolo Bertoluzzo.
Così a Piazza Affari l’azione, scivolata in apertura di seduta il 7 novembre a ridosso del minimo storico di aprile a 3,901 euro, è rimbalzata di oltre il 4%, raggiungendo un massimo intraday a 4,244 euro in scia all’anticipazione di Bloomberg secondo cui l’offerta di Tpg, valida fino a metà dicembre, ha un valore di 1 miliardo di euro e riguarderebbe «tutta» la divisione Digital Banking Solutions che nel 2024 ha fatturato 389 milioni di euro e comprende la rete interbancaria nazionale. Poi il titolo si è rimangiato i guadagni e ha chiuso quasi piatto a quota 3,998 euro (+0,10%).
Dopo mesi di trattative, l'offerta è stata formalizzata nei giorni scorsi e comunicata all’inizio di questa settimana al cda di Nexi che ora, hanno spiegato le fonti a Bloomberg, avrà tempo fino a metà dicembre per decidere se procedere o meno con l'operazione.
A dicembre del 2023 Nexi, il cui secondo maggior azionista è Cdp con una partecipazione del 19,4%, aveva già tentato di vendere la sua rete interbancaria al fondo italiano F2i per almeno 800 milioni di euro, ma la trattativa non è andata in porto. Così la società di pagamenti ha avviato all’inizio di quest’anno colloqui con il fondo Tpg che a marzo aveva fatto un’offerta preliminare di oltre 800 milioni.
Da allora le trattative sembravano essersi arenate a causa della resistenza di alcuni azionisti, della posizione del governo italiano, secondo cui l’infrastruttura in questione potrebbe essere di importanza strategica nazionale, e della possibilità di una contro offerta da parte di Cdp e Bff Bank.
La scadenza di metà dicembre fissata da Tpg mette una certa pressione a Nexi che come i competitor, dopo la passata campagna di acquisizioni, deve affrontare il calo margini. Infatti, nel terzo trimestre del 2025 la crescita dell’ebitda si è limitata a un +0,9% a 526,4 milioni, a ridosso della stima del consenso a 529,1 milioni, con un ebitda margin in calo al 56,8%, -54 punti base per effetto del mix dei ricavi e del phasing di alcuni costi operativi. -40 punti base rispetto al consenso al 57,2%. E per fine esercizio l’ebitda margin è atteso in miglioramento di almeno 50 punti base, ma la società ha avvertito che «molto dipenderà dal mix dei volumi e dei ricavi nel quarto trimestre».
Naturalmente la vendita della divisione Digital Banking Solutions a un prezzo più alto di quanto offerto in precedenza verrebbe vista di buon occhio dagli analisti in quanto ridurrebbe la leva finanziaria netta del gruppo, quindi il debito netto (sceso a 5,040 miliardi a settembre con un rapporto debito netto/ebitda pari a 2,6 volte), migliorerebbe il profilo di crescita e la redditività e libererebbe risorse per aumentare la remunerazione degli azionisti.
«Un miliardo di euro implica un multiplo di circa 2,6 volte l’ev/vendite 2025 o circa 6 volte l’ev/ebitda», commenta Citi (buy e target price a 7,70 euro confermati). «Consideriamo positivo il multiplo dell’offerta e la potenziale vendita, totale o parziale, della divisione, soprattutto alla luce delle sinergie relativamente limitate con le altre due divisioni: Merchant Solutions e Issuing Solutions. Inoltre, l’operazione potrebbe contribuire ad accelerare il processo di riduzione dell’indebitamento e sostenere la restituzione di capitale e la nuova politica dei dividendi».
Nexi terrà un Capital Markets Day il 5 marzo del 2026, dove gli analisti ritengono possa fornire maggiori indicazioni sulla strategia di crescita e sulla politica di remunerazione dopo i 600 milioni di euro nel 2025, di cui 300 milioni di dividendo e 300 milioni di buyback. (riproduzione riservata)