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Netflix: l’utile netto sale a 2,5 miliardi di dollari nel terzo trimestre, ma il titolo scende. Ecco perché
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Netflix: l’utile netto sale a 2,5 miliardi di dollari nel terzo trimestre, ma il titolo scende. Ecco perché

di Angela Palumbo (Barron’s)
22 ottobre 2025, 10:04 Ultimo aggiornamento: 11:08

La disputa fiscale in Brasile e la concorrenza nel settore streaming mettono sotto pressione il leader dello streaming. La crescita degli abbonamenti, gli adeguamenti tariffari e l’incremento della spesa pubblicitaria hanno sostenuto l’aumento del fatturato

Le azioni di Netflix calano di oltre il 7% nel pre-market a Wall Street, dopo che il colosso dello streaming ha riportato utili del terzo trimestre inferiori alle aspettative degli analisti. La società ha attribuito parte delle difficoltà a una controversia fiscale in corso con le autorità brasiliane.

Utili sotto le attese, pesa il fisco brasiliano

Nel terzo trimestre, Netflix ha registrato utili rettificati di 5,87 dollari per azione e un utile netto di 2,547 miliardi di dollari su un fatturato di 11,51 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da FactSet si attendevano 6,96 dollari per azione, a parità di ricavi. Nello stesso periodo del 2024, l’azienda aveva riportato utili di 5,4 dollari per azione su un fatturato di 9,83 miliardi.

Secondo quanto dichiarato nella nota di bilancio, la disputa fiscale in Brasile ha avuto un impatto negativo sui risultati finanziari del trimestre. Tuttavia, la crescita degli abbonamenti, gli adeguamenti tariffari e l’incremento della spesa pubblicitaria hanno sostenuto l’aumento dei ricavi.

Previsioni di crescita e nuovi record di visualizzazione

Per il quarto trimestre, Netflix prevede una crescita dei ricavi del 17% rispetto all’anno precedente, leggermente superiore alle stime degli analisti che si attestavano al 16%. Sebbene la società non comunichi più il numero totale di abbonati, ha annunciato di aver raggiunto la quota di visualizzazione trimestrale più alta di sempre negli Stati Uniti e nel Regno Unito, in aumento rispettivamente del 15% e del 22% rispetto al quarto trimestre del 2022.

Analisi e reazioni degli investitori

«Gli utili di Netflix non sono stati sicuramente ciò che ci attendevano dall’apertura di questa stagione degli utili», ha commentato Thomas Monteiro, analista senior di Investing.com. «Anche se la questione del contenzioso fiscale ha avuto un impatto, soprattutto sui margini, la verità è che la società non è riuscita a mantenere i ritmi di crescita degli ultimi anni».

Dopo anni di crescita sostenuta in termini di abbonamenti e ricavi, alcuni investitori iniziano a manifestare preoccupazioni. Negli ultimi tempi, Netflix ha adottato misure come il contrasto alla condivisione delle password tra nuclei familiari diversi e l’introduzione di piani più economici con pubblicità, strategie che hanno contribuito a rilanciare la crescita.

Nuove strategie per mantenere lo slancio

Oggi la sfida per Netflix è mantenere l’interesse degli utenti attuali e attrarre nuovi abbonati, dimostrando che la crescita può proseguire. Per farlo, l’azienda punta su un’offerta più ampia di contenuti, tra cui eventi dal vivo, giochi per famiglie, video podcast e naturalmente produzioni originali.

Nella nota, la società ha ribadito la propria missione: «Il nostro obiettivo è sia semplice che ambizioso: intrattenere il mondo. Lo realizziamo offrendo una selezione diversificata di serie, film e giochi che i nostri membri amano. Questo alimenta l’engagement, e quando le persone amano ciò che guardano e giocano, restano più a lungo, consigliano Netflix e danno più valore al nostro servizio».

Tra i contenuti futuri su cui Netflix punta per mantenere alta l’attenzione del pubblico figurano Frankenstein, le partite natalizie della Nfl in diretta e l’attesissima stagione finale di Stranger Things.

Concorrenza agguerrita e pressione sul titolo

Netflix deve anche affrontare una concorrenza sempre più agguerrita. Altri servizi di streaming come Paramount+, Hbo Max, Disney+, Peacock e altri continuano a contendersi le quote di mercato. Secondo ricerche di Nielsen, YouTube di Alphabet mantiene il primo posto per il tempo totale di visione sulla Tv, seguito proprio da Netflix.

Queste dinamiche hanno influito sull’andamento del titolo, che ha perso circa il 10% rispetto al massimo storico di chiusura di 1.339,13 dollari raggiunto il 30 giugno. Nonostante ciò, le azioni sono aumentate del 40% dall’inizio dell’anno e del 61% negli ultimi 12 mesi. (riproduzione riservata)



(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

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