Il primo trimestre è stato all’insegna del boom per i mercati obbligazionari e le banche italiane sono state tra gli emittenti più attivi. Secondo i dati elaborati di Barclays, nei primi tre mesi del 2024 gli istituti tricolori hanno collocato titoli di debito per un importo complessivo di 13,5 miliardi, con un balzo del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Un exploit legato soprattutto ai covered bond che si sono attestati a quota cinque miliardi, mentre gli additional tier 1 (At1) sono ripartiti con emissioni complessive per un miliardo di euro. Anche a in Europa Occidentale c’è stato un incremento significativo nel primo trimestre, con bond arrivati sul mercato per 221 miliardi (+4%). Tra gli istituti più attivi ci sono stati la spagnola Santander (12,3 miliardi), le francesi Crédit Agricole (9,2 miliardi) e Société Générale (8,3 miliardi), l’olandese Ing (8,9 miliardi).
Il boom del debito bancario è riconducibile sia alla congiuntura favorevole che dall’evoluzione del contesto regolamentare. A livello macro con i tassi ancora alti ma con l'aspettativa di tagli da parte delle banche centrali, la propensione al rischio è aumentata. In aggiunta gli scenari recessivi che molti pronosticavano nel corso del 2023 non si sono realizzati. Sul fronte regolamentare le banche stanno inoltre gestendo la exit dalle liquidity line della Bce, a partire dalle operazioni mirate di rifinanziamento (Tltro), che ha imposto ai gruppi di rivedere le strategie di funding rispetto alle politiche degli anni scorsi. Se larga parte dei rimborsi Tltro sono stati finanziati con le riserve di liquidità presso la banca centrale, anche le emissioni hanno giocato un ruolo rilevante.
«Durante il primo trimestre del 2024 la maggior stabilità del contesto macro e le aspettative di tagli sui tassi di interesse hanno sostenuto un tono più costruttivo sui mercati primari con le banche europee che hanno raccolto un totale di 221 miliardi», spiega Riccardo Abbona, responsabile debt capital markets e risk management per Italia e Grecia di Barclays. «In crescita l’attività anche per le banche italiane con un volume complessivo di 13.5 miliardi, rispetto agli 11,3 miliardi del primo quarter del 2023. Gran parte dell’incremento è riconducibile ad i collocamenti in formato covered pari a 5 miliardi e completamente assenti lo scorso anno per via della mancata implementazione della nuova direttiva avvenuta solamente nel mese di giugno», conclude Abbona. (riproduzione riservata)