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Mutui, con le rate dei variabili più care del 60% calano le richieste. Ecco le regioni più colpite dagli aumenti dei tassi

13 luglio 2023, 10:06 Ultimo aggiornamento: 11:45

A livello nazionale il 15% dei mutuatari ha scelto il variabile negli ultimi 18 mesi, ma ora le richieste sono ai minimi. E gli esperti si aspettano che continueranno a scendere. Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo ed Emilia-Romagna tra le aree più esposte agli aumenti dei tassi

Mutui, con le rate dei variabili più care del 60% calano le richieste. Ecco le regioni più colpite dagli aumenti dei tassi

Le condizioni per sottoscrivere un mutuo oggi sono completamente diverse rispetto a un anno fa. Dopo i rialzi dei tassi di interesse messi in campo dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, i mutui sia fissi che variabili hanno subito un’accelerazione al rialzo. Chi ha deciso di sottoscrivere un prestito a tasso fisso lo ha fatto a tasso più alto rispetto a quello di giugno 2022, ma le rate sono diventate particolarmente salate per chi ha deciso di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile o per chi già lo aveva accesso. 

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Le rate dei variabili sono più care del 60%

Stando all’ultima analisi condotta da Facile.it, sui mutui a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che in media l’importo erogato è pari a poco più di 142.000 euro,  per l’acquisto di un immobile del valore di 192.000 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, poco più di 35 anni e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni degli analisti, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% più alta rispetto a quella iniziale, che al momento della sottoscrizione era pari a 514 euro, con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.

Calano le richieste di mutui variabili

Se a livello nazionale, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,5% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni, emerge che la concessione di questo tipo di finanziamenti è costantemente calata negli ultimi sei mesi.

A giugno 2023 i mutui variabili pesavano meno del 10% del totale, a fronte di un 33% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari, a causa di indici Euribor ancora più convenienti rispetto agli Irs, hanno scelto di puntare su questa formula.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipulano passano in media quattro o cinque mesi», spiega Ivano Cresto, managing director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Questo significa che i mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la richiesta di variabili è ai minimi, inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Le regioni più colpite dai rialzi dei tassi variabili 

Secondo l’analisi congiunta Facile.itMutui.it le regioni più esposte agli aumenti sono il Friuli-Venezia Giulia, dove, negli ultimi 18 mesi, il 17,5% dei nuovi mutuatari ha scelto il variabile, l’Abruzzo (16,1%) e l’Emilia-Romagna (15,9%). 

Mutui, con le rate dei variabili più care del 60% calano le richieste. Ecco le regioni più colpite dagli aumenti dei tassi

Continuando a scorrere la graduatoria regionale, dietro si posizionano il Piemonte, area dove, negli ultimi 18 mesi, il 15,2% dei mutuatari alle prese con l’acquisto della prima casa ha ottenuto un mutuo a tasso variabile ed il Veneto (15,1%). Guardando alle aree del Paese dove la quota di mutui variabili sul totale è invece più bassa, al primo posto si trova la Campania, qui, dal 2022 ad oggi, solo il 12,6% dei mutuatari ha optato per un finanziamento variabile - e seguono, quasi a pari merito, il Lazio con una percentuale di variabili pari al 13,2% del totale e la Sardegna (13,3%). (riproduzione riservata)



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