L’ultima rilevazione della Banca d’Italia conferma che il costo dei nuovi prestiti per l’acquisto di una casa continua a crescere. A ottobre, il Taeg medio - il tasso effettivo comprensivo delle spese accessorie - si è attestato al 3,73% rispetto al 3,71% di settembre. L’incremento riflette un mercato dominato per circa il 90% da mutui a tasso fisso, il cui parametro di riferimento – l’Irs – sta continuando progressivamente ad aumentare nel 2025. L’indice, sceso ai minimi di dicembre 2024 al 2,25%, oggi sfiora la soglia del 3%.
A spingere verso l’alto l’Irs, secondo gli analisti, sono stati almeno tre fattori nel corso dell’anno: le aspettative disattese sui tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, un rallentamento dell’economia dell’Unione Europea meno marcato del previsto e gli ingenti stanziamenti annunciati per difesa e riarmo, che potrebbero sostenere il prodotto interno lordo dei Paesi ma anche alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Per quanto riguarda gli altri tipi di prestiti, la consuetudinaria analisi di Banca d’Italia evidenzia che il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è stato del 10,07% (10,24% nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 3,52% (3,38% nel mese precedente); per importi fino a 1 milione di euro il tasso ha raggiunto il 4,11%, mentre sui prestiti di importo superiore si è collocato al 3,16%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono rimasti allo 0,63%, invariati rispetto al mese precedente.
Nel mese di ottobre, i prestiti al settore privato sono aumentati dell’1,8% su base annua, rispetto all’1,6% di settembre. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,2% (stabile rispetto al mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,2%, come a settembre. I depositi del settore privato sono saliti del 2,6% (2,9% a settembre), mentre la raccolta obbligazionaria ha registrato un +4,9%, rispetto al 3,2% del mese precedente. (riproduzione riservata)