Mutuo a tasso fisso o variabile? In realtà è possibile avere entrambi. Complice l’instabilità economica, sul mercato dei finanziamenti per l’acquisto della tanto ambita casa torna infatti il tasso misto.
Si tratta di un’opzione di finanziamento che consente al consumatore di modificare il tipo di tasso applicato, da fisso a variabile o viceversa, una volta decorso un certo periodo di tempo stabilito dalla banca alla stipula del contratto. In pratica, il mutuo parte con un tasso (fisso o variabile) e poi, a una o più scadenze predefinite, il tasso può cambiare secondo le modalità concordate nel contratto. Il cambio di tipologia di tasso può essere effettuato fino a un numero limitato di volte, in base all’offerta, e non sono mai previsti costi aggiuntivi a carico del mutuatario. Il concetto di tasso misto è relativamente recente e nasce per offrire maggiore flessibilità ai mutuatari.
Dopo la crisi finanziaria globale, a tutti è apparso chiaro il rischio insito nei finanziamenti a tasso variabile: quando i tassi iniziano a salire, la rata del mutuo si impenna molto rapidamente, come visto appunto nel 2008 e, più di recente, nel 2022-23, mettendo in difficoltà chi non ha redditi tali da assorbire gli aumenti. Le formule ibride offrono più flessibilità e permettono di cambiare strategia in corso d’opera riuscendo, magari, a sfruttare al meglio i cambiamenti di mercato. Con il lungo periodo dei tassi di interesse ai minimi fino al 2021 e il successivo balzo negli ultimi due anni e mezzo, il misto era quasi scomparso dal mercato eclissato dal fisso.
L’attuale fase di incertezza tra inflazione e tassi in discesa come visto nell’ultimo anno e il timore di una nuova fiammata inflativa all’orizzonte in scia alla politica sui dazi imposta dall’amministrazione Usa, oggi rende più ardua la scelta tra fisso e variabile. Da qui il risveglio dell’offerta di mutui misti che permette di adattarsi all’andamento dei tassi, senza dover prendere una decisione definitiva già alla sottoscrizione del finanziamento. Il tasso misto consente quindi al cliente di avere la libertà di scegliere la migliore tipologia di finanziamento tra fisso e variabile in base all’andamento dell’Irs, indice di riferimento per i mutui a tasso fisso, e dell’Euribor, riferimento per i variabili.
Un’offerta per pochi. Secondo l’osservatorio di MutuiOnline.it nel primo trimestre del 2025 il tasso misto è stato richiesto dallo 0,2% dei clienti, lontano dai massimi del 2% del terzo trimestre 2023. «Si tratta infatti di un prodotto di nicchia, consigliato a coloro che hanno una visione del mercato più attenta e che monitorano spesso l’andamento Irs ed Euribor per cogliere la scelta giusta», puntualizza a MF-Milano Finanza Nicoletta Papucci di MutuiOnline.it. «Non è invece una soluzione consigliata ai clienti che non hanno né l'interesse né la voglia di seguire con attenzione l’andamento del mercato».
Le migliori offerte sul mercato descritte nella tabella in pagina elencano una serie di opzioni di tasso misto che partono tutte da un fisso per poi spostarsi a un variabile. Il miglior misto al momento sottoscrivibile per un mutuo green a 20 anni da 150 mila euro ha un tasso finito (Taeg) del 2,37% (legato a un’offerta attiva fino a maggio). Una percentuale di poco più bassa di quella della migliore offerta al momento sul mercato di tasso fisso green che si attesta al 2,56% (ancora oltre il 3% l’offerta per un variabile). Se si guarda a un mutuo «brown», anche detto standard, la migliore offerta sul mercato per il tasso misto alle medesime condizioni, ha un tasso finito al 3,17%, una percentuale questa volta più alta rispetto a quella della migliore offerta a tasso fisso attualmente al 2,84%. Alcune di queste offerte a tasso misto danno la possibilità al mutuatario di poter cambiare tasso di riferimento anche fino a quattro volte. Attenzione però: tutto questo ha un costo. Il tasso dei mutui misti infatti in genere supera di circa mezzo punto quello di un prodotto analogo senza possibilità di cambio in corso d’opera.
A rendere attraenti i mutui a tasso misto è però proprio lo scenario attuale. La scommessa oggi è di puntare sul tasso fisso, ma senza precludersi la possibilità di passare più avanti al variabile che oggi, in scia sia ai tagli della Bce sia al rischio di recessione economica nella zona euro, potrebbe scendere ancora, di sicuro più del fisso. La decisione di Francoforte di un ulteriore taglio al costo del denaro dello 0,25% di giovedì 17 aprile, rappresenta il sesto ribasso consecutivo (e il settimo a partire da giugno scorso). Il tasso di interesse dei mutui variabili, infatti, si basa sugli indici di riferimento Euribor a 1 e 3 mesi, il cui andamento è strettamente influenzato dalle decisioni della Bce.
Secondo i calcoli di MutuiOnline.it il taglio di 25 punti base di aprile porterebbe a un calo degli indici Euribor e di conseguenza del Tan medio dei mutui a tasso variabile, che scenderebbero per la prima volta sotto quota 3,5% dall’inizio del 2023, passando dal valore attuale del 3,69% al 3,44%. Ciò si tradurrebbe (seconda tabella in pagina) in una rata fino a 19 euro più leggera considerando un mutuo a 20 anni da 150 mila euro (da 884 a 865 euro), per un risparmio sull’intera durata del finanziamento di oltre 4.600 euro. E il vantaggio potrebbe essere ancora maggiore qualora l’Euribor scendesse ulteriormente. Bisogna però sottolineare che l’operazione diventa più rischiosa quando si passa dal variabile al fisso perché vuol dire che ci si trova in uno scenario di tassi al rialzo. A quel punto infatti il passaggio non permette di risparmiare sulla rata, ma solo di bloccarne l’incremento.
Sul mercato dei mutui è tempo di normalizzazione. Dopo due anni di anomalia, con tassi fissi più bassi di quelli variabili, la curva degli indici di riferimento a breve e lungo termine è tornata a invertirsi. L’Euribor a 3 mesi si è attestato intorno al 2,3% nella prima settimana di aprile, mentre gli indici Irs a 10, 20 e 30 anni sono rimasti tra il 2,6% e il 2,7%. Ma i mutui sul mercato ancora non registrano appieno l’attuale maggiore convenienza del variabile, dovrebbero farlo da maggio.
«Il taglio dei tassi nella riunione di aprile avvicinerà il momento del riequilibrio tra variabile e fisso», spiega Papucci. «Quest’ultimo al momento rimane decisamente più conveniente con un Tan medio del 2,82% e una rata di 818 euro, con un risparmio di 47 euro sulla rata mensile e di 11.250 euro sull’intera durata del finanziamento».
Se si considera che l’Euribor dovrebbe scendere sotto il 2% già ad agosto, e che l’Irs dovrebbe invece rimanere costante, secondo le stime di MutuiOnline.it il sorpasso del variabile sul fisso avverrà entro l’ultimo trimestre dell’anno. Ma molto dipenderà dalle politiche commerciali delle banche. (riproduzione riservata)