Mundys valuta il ritorno sul mercato obbligazionario. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, in uno degli ultimi board il colosso infrastrutturale della mobilità controllato da Edizione della famiglia Benetton (con il 57%) ha deliberato un’emissione non convertibile a medio lungo termine fino a 250 milioni di euro, risorse da mettere a servizio dei target del piano industriale o del rifinanziamento del debito esistente.
Il bond, per cui la società guidata da Andrea Mangoni ha sondato anche le banche per un eventuale collocamento presso un numero limitato di investitori qualificati italiani o esteri (private placement), sarebbe plain vanilla, nella forma del sustainability-linked bond, a tasso fisso (con maggiorazione se non si raggiungono gli obiettivi di sostenibilità prefissati), con taglio minimo di almeno 100 mila euro e avrebbe una durata fra i 5 e i 10 anni.
Il consiglio ha previsto che le commissioni di collocamento non siano superiori allo 0,5% del valore nominale dell’emissione. Il bond è stata autorizzato fino al 31 dicembre del 2025, ma non è detto che il management proceda con l’emissione.
Un mese fa Moody’s ha alzato il rating delle obbligazioni di Mundys da Ba2 a Ba1, con outlook «stabile». L’agenzia considera ora il rating del gruppo coerente con un rating Baa3, sancendo il ritorno per l’ex Atlantia all’investment grade. Sempre a inizio luglio, la holding infrastrutturale si è aggiudicata la terza gara in meno di un anno in Cile, portando così a 1.300 chilometri la rete in gestione nel Paese sudamericano.
Dall’area, dove opera con Abertis e la sua controllata Vias Chile e il Grupo Costanera, arriva oltre un miliardo di ebitda (sui 5,6 miliardi del 2024). Con oltre 9 miliardi di ricavi, Mundys ha distribuito nell’ultimo triennio oltre 2,26 miliardi di dividendi, di cui 1,28 al piano di sopra ad Edizione. (riproduzione riservata)