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Il patron di Plt Pierluigi Tortora
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Mps, Tortora (Plt) scrive agli azionisti: rischio governance con Palermo ceo

26 marzo 2026, 20:00 Ultimo aggiornamento: 21:20

L’imprenditore, promotore di una lista alternativa a quella del cda, spiega l’importanza dell’attuale capoazienda Lovaglio per la fusione con Mediobanca. In gioco ci sono i 700 milioni di sinergie e il piano da 16 miliardi di dividendi. La banca reagisce con esposti a Bce, Consob, Bankitalia

Fabrizio Palermo ceo rappresenta un «rischio governance per Mps»: con questo messaggio forte il patron di Plt Holding Pierluigi Tortora, promotore di lista alternativa a quella del cda per la banca senese con la riproposizione di Luigi Lovaglio come capoazienda, si rivolge agli azionisti di Rocca Salimbeni, in gran parte fondi istituzionali, e apre la campagna elettorale in vista dell’assemblea del 15 aprile.

L’imprenditore romagnolo, che ha in tasca l’1,2% del Monte dopo aver conferito le sue azioni Mediobanca (era anche membro del patto di consultazione) avverte sui rischi che l’istituto toscano correrebbe con un cambio di ceo mentre sono in corso i cantieri per la fusione con Mediobanca. Per di più in avvio c’è il piano industriale con il quale Lovaglio ha promesso 16 miliardi di dividendi in cinque anni. Oltre alle cedole – aggiunge Tortora – in ballo ci sono i 700 milioni di sinergie per Mps che la scalata ha portato in dote.
 

«Tali risultati – sottolinea Tortora – non si realizzano automaticamente: richiedono attenzione costante e leadership non contestata». Per questi motivi Lovaglio deve restare in sella, spiega ai soci, così come ha già fatto negli incontri con i proxy advisor Iss e Glass Lewis. Dalla sua parte dovrebbe avere già il 3% del patron di Ufi Filters, Giorgio Girondi.
 

Tortora, attivo nelle rinnovabili, ripercorre le tappe del risanamento di Mps avviato dal 2022 da Lovaglio e l’acquisizione di Mediobanca «per rafforzare la redditività e il posizionamento strategico... Sostituire ora il ceo, nel momento in cui la banca passa dal risanamento alla crescita, con un’integrazione complessa in corso non rappresenta un rafforzamento della governance». Anzi in questo momento «la continuità della leadership è più determinante».
 

L’imprenditore critica la scelta del cda uscente di candidare come ceo l’attuale numero uno di Acea Fabrizio Palermo: «Non siede nel board e non ha conoscenza diretta delle dinamiche operative e regolamentari della banca». Per di più il cambio al vertice «interromperebbe anche il legame tra gli architetti del piano e la sua esecuzione fin dal primo giorno del nuovo mandato».
 

In quest’ottica, la lista messa a punto da Tortora viene invece presentata come un pacchetto chiuso e coerente per accompagnare la banca nella sua trasformazione e con candidature che rispondono alle aspettative della vigilanza Bce, dalla profondità regolamentare e di governance (Cesare Bisoni, Flavia Mazzarella, Carlo Corradini) alla leadership digitale e tecnologica (Andrea Cuomo), dalla gestione dei rischi e dei profili esg (Livia Amidani Aliberti) all’m&a e alla finanza strutturata (Massimo Di Carlo, Corradini); dal diritto societario e dei mercati dei capitali (Patrizia Albano) alla cybersecurity e resilienza operativa (Paola Girdinio), fino al banking internazionale (Dante Campioni, Paolo Massimo Martelli). La banca senese non è però rimasta a guardare.

Gli esposti di Mps a Bce, Consob e Bankitalia

Secondo quanto filtrato ieri sera, l’istituto ha presentato tre esposti alla Bce, a Consob e a Bankitalia sulla lista presentata da Plt Holding. Secondo i pareri legali a disposizione della banca, Lovaglio avrebbe dovuto comunicare in anticipo l’accordo con Tortora, per i doveri nei confronti di banca e board. Inoltre data l’influenza rilevante del profilo di ad, la lista di candidati avrebbe dovuto essere approvata dalla Bce. (riproduzione riservata)



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