Il caso dell’ultimo collocamento di azioni del Monte dei Paschi di Siena, che ha consentito l’ingresso nel capitale della banca di Caltagirone e Delfin, ciascuno con una quota del 3,5%, e che di fatto ha costituito quel nocciolino duro di investitori (Banco Bpm al 5% e Anima al 3%) che ha dato avvio alla scalata su Mediobanca, presenta più di un’anomalia. Come se il ministero dell’Economia volesse essere sicuro che il pacchetto di azioni finisse nelle mani giuste.
Per non sbagliare il colpo è andata in scena una cessione via abb (accelerated book building) ben diversa dai due precedenti collocamenti del Tesoro delle azioni della banca di Siena effettuate in precedenza. Mentre sia per il pacchetto del 25% collocato a novembre del 2023 sia per quello del 12,5 del marzo del 2024, le modalità erano state quelle di prassi per questo genere di operazioni, l’ultima, quella decisiva per scendere sotto il 20% imposto dall’Europa, si è svolta con modalità meno rituali.
Nei due collocamenti precedenti la gestione dell’operazione era passata come di consueto dalle banche d’affari internazionali: il primo aveva visto Bank of America, Jefferies e Ubs come global coordinator e bookrunner con le azioni vendute a sconto del 4,9% e finite nelle mani di decine di fondi d’investimento, soprattutto internazionali. Anche la seconda vendita è stata gestita da BofA e Jefferies cui si sono aggiunte Citi e Mediobanca. E anche in questo caso per favorire il buon esito dell’operazione è stato previsto uno sconto del 2,4%, con i titoli parcellizzati tra molti investitori istituzionali.
Tutto è cambiato con l’ultima tornata, quella che doveva portare Mps sotto il 20% e che viene affidata questa volta non più alle varie BofA e Jefferies, ma a Banca Akros, la merchant bank di Banco Bpm. Un operatore raramente usato dal Tesoro, che si appoggia di solito per operazioni di cessioni lampo alle grandi banche d’affari globali con cui ha rapporti consolidati da tempo.
Il collocamento rapido da una quota iniziale annunciata del 7% è salito al 15% e come si è visto le azioni non sono finite diffuse tra decine di fondi, ma a sole quattro entità. Tutte domestiche e coinvolte nel grande risiko che si sarebbe aperto subito dopo. Tra l’altro il collocamento non è avvenuto con il classico sconto, ma a premio del 5% sul prezzo di chiusura del giorno precedente. Quel premio tende ovviamente a scoraggiare i possibili altri acquirenti che se vogliono Mps la possono comprare sul mercato a prezzi più bassi.
Come si vede modalità ben diverse tra loro. Per carità tutto lecito sul piano delle regole, ma che inducono a pensare che nell’ultima decisiva operazione il Mef voleva a tutti i costi che quel pacchetto finisse nelle mani di Caltagirone, Delfin, Banco Bpm e Anima e si evitasse fosse disperso e polverizzato in mani estere. Il duo Caltagirone-Delfin dopo il via libera del Tesoro si è messo a comprare altre azioni sul mercato. Oggi Caltagirone e Delfin insieme cumulano una quota poco sotto il 15%, davanti al Tesoro all’11,7%. E se l’Ops andrà in porto, i titoli di Mediobanca in mano alla coppia d’assalto diventeranno azioni Mps, tali da portare Caltagirone e Milleri a governare su Mps con una quota vicina al 29% poco sotto la soglia d’Opa e con il Mef che si diluirà sotto il 5% (vedere altro servizio in questa pagina).
Il Mef è però uscito sul piano dell’investimento con una minusvalenza consistente. Le tre cessioni via abb hanno consentito al Mef di incassare poco meno di 2,7 miliardi e la quota residua dell’11,7% oggi sul mercato vale un altro miliardo. In totale la quota ha 3,7 miliardi di euro di valore. Ma l’investimento per salvare Mps dal crack, fin dal lontano 2017, è costato alle casse dello Stato tra iniezione di denaro nel 2017 e aumento di capitale del 2022 la bellezza di 7 miliardi. Un conto per le tasche dei contribuenti di 3,3 miliardi di euro di passivo per salvare la banca di Siena. Ma si sa, le banche sono meccanismi delicati e coinvolgono il pubblico risparmio, e nessuno può calcolare che cosa sarebbe successo se il Montepaschi fosse saltato. (riproduzione riservata)