L’integrazione di Mediobanca in Mps entra nel vivo e passa alla fase 2. I primi mesi dopo la chiusura dell’opas sono stati dedicati alla costruzione del nuovo gruppo: definizione del riassetto societario, riorganizzazione delle funzioni operative, disegno della futura architettura IT e redistribuzione delle attività tra le diverse società.
Ma soprattutto le energie di top manager e amministratori sono state assorbite dai conflitti nella governance. Ora il ceo Luigi Lovaglio, forte della conferma in assemblea dopo lo scontro all’ultimo voto con il cda uscente, ha avviato la fase 2 che riguarda l’esecuzione del piano e coinvolge direttamente strutture, piattaforme e funzioni centrali. A spiegarlo è la relazione trimestrale della banca, appena depositata.
Per gestire il processo il Montepaschi ha creato otto presidi (chiamati «cantieri di integrazione»), ciascuno dedicato ad aree specifiche. Tali strutture coordinano a cascata oltre cinquanta progetti monitorati a cadenza settimanale. Le aree di intervento vanno dall’unificazione dei sistemi IT all’allineamento dei processi interni, dalla convergenza delle reti distributive fino alla ridefinizione dei modelli commerciali e di servizio.
Per controllare tutte queste attività è stata prevista una governance su tre livelli. Al vertice opera lo steering committee, composto dai principali manager dei due gruppi, con funzioni di indirizzo strategico e supervisione delle decisioni principali. Accanto a questo organismo lavora un coordinamento operativo centrale incaricato di pianificare le attività, monitorare l’avanzamento dei progetti e mantenere allineati gli otto cantieri. Il controllo delle sinergie è invece affidato al comitato di value creation, che verifica il raggiungimento degli obiettivi industriali e finanziari previsti dal piano.
Secondo il resoconto trimestrale, i progetti sono stati avviati nel rispetto del cronoprogramma e hanno già registrato i primi progressi. Viene confermata la separazione dei principali business nel futuro assetto del gruppo, con alcune novità sulla struttura operativa. Le attività di corporate & investment banking e private banking confluiranno in una nuova Mediobanca che manterrà anche la quota Generali.
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Sul fronte del gestito è in pista la convergenza tra Mediobanca Premier e Widiba, con la seconda destinata a incorporare ufficialmente il marchio di Piazzetta Cuccia nella futura denominazione sociale. Nel frattempo l’ingresso delle società della merchant nel consolidato fiscale di Mps ha aumentato la tax capacity del gruppo, cioè la capacità di compensare internamente le imposte anticipate grazie ai maggiori utili generati dalle attività incorporate. L’effetto più evidente riguarda il canone dta, sceso nel trimestre da 14 milioni a un milione di euro. Anche il Cet1 beneficia della riduzione delle deduzioni collegate alle dta e si attesta al 15,9%. (riproduzione riservata)