Come mai nel consiglio di amministrazione di Montepaschi non sono stati ancora reintegrati due membri del board? Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi, entrambi esponenti della lista del cda uscita sconfitta dall’assemblea dello scorso 15 aprile, hanno abbandonato il vertice di Rocca Salimbeni da oltre 20 giorni. Ma l’istituto senese non li ha ancora sostituiti.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a entrare nel board devono essere i primi due dei non eletti cioè Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, il secondogenito del costruttore romano. Fonti finanziarie vicine al dossier rivelano che il ritardo sarebbe dovuto alla nuova verifica dei requisiti fit and proper avviata dalla Vigilanza Bce.
Anche se sono già stati membri del consiglio della banca nella precedente gestione (Brancadoro è stato addirittura vicepresidente), l’esame di Francoforte è comunque necessario alla luce della nomina di un nuovo board che presenta diversi componenti. Il processo di verifica potrebbe richiedere oltre un mese.
Già nella formazione della lista del cda l’Eurotower aveva mosso molte critiche sui nomi scelti e in particolare su quello di Palermo, candidato ceo appoggiato dal secondo socio Caltagirone. Le richieste della Bce, però, non erano state accolte e anzi il manager ex Cdp, ora rinnovato in Acea, era stato proposto come candidato unico alla successione di Luigi Lovaglio.
Intanto, sul mercato continua a tener banco l’ipotesi di nozze fra Mps e Banco Bpm, anche se Lovaglio ha fatto sapere nei giorni scorsi di essere totalmente focalizzato sull’integrazione con la controllata Mediobanca. Vero è però che nell’ultimo mese il banchiere lucano sarebbe stato avvistato più volte dalle parti di Piazza Meda.
In una Piazza Affari quasi piatta, i titoli delle due banche ieri sono cresciuti più del listino principale. Più tonica Mps che ha portato a casa oltre due punti e mezzo percentuali a 9,12 euro e oggi capitalizza 27,72 miliardi. Il Banco invece (+0,83% a 13,4%) capitalizza 20,13 miliardi. (riproduzione riservata)