Il Mef conferma l’intenzione di uscire dal capitale di Monte dei Paschi di Siena, ma senza forzare i tempi. La cessione della quota residua del 4,86%, che ha un valore teorico di circa 1,6 miliardi, avverrà solo «alle migliori condizioni di mercato» e, come anticipato da Milano Finanza nel numero del 6 giugno, molto probabilmente avverrà proprio sul mercato. Ma nessun calendario, nessuna accelerazione: la finestra di vendita resta appesa alle condizioni di mercato (e al processo di consolidamento in corso).
Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito una linea già tracciata in precedente: massimizzare l’investimento pubblico effettuato nel corso del tempo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica: «In questo momento il Mef detiene ancora il 4,86% del Monte». L’impegno è quello di uscire dal capitale di Mps alle migliori condizioni».
Prima ancora che Intesa Sanpaolo lanciasse l’opas su Mps, Milano Finanza aveva rivelato che il Tesoro stava valutando l’ipotesi di ricorrere a un collocamento accelerato per cedere il 4,8% residuo, in linea con le precedenti privatizzazioni di novembre 2023, marzo 2024 e novembre 2024. Un’uscita che permetterebbe al governo di rimarcare la neutralità dopo essersi astenuto sulla dura battaglia per la nomina del nuovo cda di Rocca Salimbeni. (riproduzione riservata)