Nuovo colpo di scena nel cda di Mps. Dopo lo scontro sulla presidenza e la decadenza del consigliere Carlo Vivaldi, giovedì 7 la banca ha comunicato le dimissioni con decorrenza immediata di Fabrizio Palermo, amministratore indipendente e componente del Comitato Parti Correlate. Palermo, spiega una nota della banca, non condivide «le recenti determinazioni in materia di governance».
Il manager ex Cdp, amministratore anche di Generali e uomo di fiducia del costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone era stato candidato come ceo dal board uscente, prima insieme a Corrado Passera e a Vivaldi, poi da solo per sfidare l’ad uscente Luigi Lovaglio. Con l’ex Unicredit e il manager di Acea escono dunque già due dei tre originari candidati ceo della vecchia lista del cda. L’assemblea dello scorso 15 aprile ha però visto l’affermazione di Lovaglio, candidato nella lista promossa dal socio e imprenditore Pierluigi Tortora e appoggiata da Delfin, Banco Bpm, Blackrock e Norges Bank.
Nel nuovo consiglio le tensioni sono iniziate subito. Prima i rappresentanti della lista del consiglio (Palermo, Passera, Vivaldi, Nicola Maione, Paolo Boccardelli e Antonella Centra) e l’esponente di Assogestioni (Paola De Martini) hanno fatto mancare il proprio sostegno al conferimento delle deleghe a Lovaglio e alla nomina di Cesare Bisoni alla presidenza.
Martedì 5 si è poi consumato un nuovo serrato confronto sul consigliere Vivaldi. Il board ha dichiarato la decadenza dell’ex banchiere Unicredit per la sua presenza «negli organi di banche concorrenti» visto che il maneger si trova contemporaneamente nei consigli di Mps e di Banca Mediolanum. La sera di mercoledì 6 sono arrivate le dimissioni di Palermo. Escono quindi di scena due dei tre candidati ceo della lista del consiglio uscente.
Lo statuto di Mps prevede un numero minimo di nove consiglieri su 15. In linea teorica se tutti i rappresentanti delle minoranze (sette) attualmente in carica si dimettessero l’organo decadrebbe, ma lo scenario viene considerato improbabile da più osservatori.
Più plausibile è che il consiglio venga a breve reintegrato. A entrare dovrebbero essere di diritto i primi due dei non eletti nella lista del cda uscente, cioè l’ex vice presidente Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, secondogenito del costruttore romano che è secondo socio di Mps al 13,5% dopo Delfin (17,5%).
Intanto sono attesi per lunedì 11 sia i risultati trimestrali della controllata Mediobanca, sia i conti della capogruppo con possibili nuovi dettagli sul processo di fusione della merchant bank nella capogruppo senese. (riproduzione riservata)