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La sede di Banca Mps
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Mps e Banco Bpm corteggiano Crédit Agricole per tentare la fusione. Ecco cosa possono mettere sul piatto

21 luglio 2026, 22:00 Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2026, 06:56

Per convincere i francesi serviranno un concambio competitivo rispetto a quello di Intesa Sanpaolo e un accordo industriale che preveda nuove partnership, sinergie e possibili dismissioni di sportelli

L’integrazione tra Banco Bpm e Mps in funzione anti-Intesa Sanpaolo è appesa a Crédit Agricole. Secondo alcune fonti finanziarie interpellate da MF-Milano Finanza, Piazza Meda e Rocca Salimbeni potrebbero definire il progetto di fusione entro il 6 agosto, quando il cda di Mps esaminerà la semestrale.

Il tassello decisivo sarà la posizione della banca francese, primo azionista di Bpm con il 29,3%. La fusione dovrà essere approvata dalle assemblee straordinarie delle due banche: se si ripetesse l’affluenza di aprile, pari al 74,5%, per varare l’operazione servirebbe il 49,6% del capitale sociale. E, supponendo che Agricole partecipi con tutta la quota dotata di diritto di voto, una posizione contraria o anche l’astensione farebbe saltare il matrimonio.

I ceo Giuseppe Castagna e Luigi Lovaglio dovranno quindi costruire un’operazione capace di convincere l’Agricole e allo stesso tempo di soddisfare gli azionisti delle due banche. Il concambio dovrà rendere la fusione più conveniente per i soci di Mps rispetto all’opas di Carlo Messina senza però imporre una diluizione eccessiva agli azionisti di Bpm. L’offerta di Intesa prevede 1,6 azioni di nuova emissione e un euro in contanti per ogni titolo Mps. Con l’azione Intesa Sanpaolo a 6,34 euro il corrispettivo implicito è 11,144 euro, l’1,7% in meno rispetto alle quotazioni attuali di Siena.

Per risultare più competitiva la fusione dovrebbe prevedere un concambio compreso tra 0,75 e 0,77 azioni Bpm per ogni azione Mps. Con il Banco a 15,7 euro Siena verrebbe valorizzata tra 11,78 e 12,09 euro per azione. Il premio sarebbe compreso tra il 3,8% e il 6,6% rispetto alla quotazione di Mps e tra il 5,7% e l’8,5% rispetto al valore implicito dell’offerta Intesa. Quanto ai soci del Banco - compreso Agricole - la diluizione potrebbe restare sostenibile grazie alle sinergie indicate dal Banco, stimate in oltre 1,1 miliardi lordi annui: più di 650 milioni di risparmi sui costi e oltre 450 milioni di ricavi aggiuntivi.

Le prospettive industriali e il ruolo dei partner francesi

Ma non è detto che un controvalore in carta più generoso basti per convincere Parigi. Per questo Castagna e Lovaglio potrebbero giocare la carta industriale. Agricole è già il principale partner commerciale di Bpm e potrebbe essere candidato a un ruolo simile anche nel nuovo gruppo. Secondo simulazioni che circolano nelle banche d'affari, il gruppo francese potrebbe vedere estesa all'intera rete della banca nata dalla fusione la distribuzione dei prodotti Agos Ducato e Amundi, oltre a subentrare ad Axa come partner assicurativo alla scadenza dell'attuale accordo, prevista nel 2027. A questo si potrebbe aggiungere la cessione per ragioni antirust di parte delle filiali in eccesso generate dall'integrazione, consentendo ad Agricole di rafforzare ulteriormente la presenza sul mercato italiano.

Il rafforzamento nel mercato italiano e il ruolo di Anima

Un modo per la banque verte di guadagnare terreno nel secondo mercato, visto che il governo non sembra intenzionato ad appoggiare eventuali operazioni che coinvolgano la rete italiana del Crédit Agricole con quella del Banco. Sostenere la creazione del terzo polo Mps-Bpm per l’Agricole potrebbe voler dire portare a casa sportelli in eccedenza e rafforzarsi nelle fabbriche prodotto (a cominciare da Anima) della banca territoriale presente nelle aree economiche più trainanti d’Italia. (riproduzione riservata)



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