skin track
Mps, dividendo top al 14,2% nel 2028 e potenziale +30% in borsa secondo Jefferies
Mercati Azionari Leggi dopo

Mps, dividendo top al 14,2% nel 2028 e potenziale +30% in borsa secondo Jefferies

16 ottobre 2025, 13:46 Ultimo aggiornamento: 18:36

Jefferies inizia la copertura dell’azione con un giudizio buy perché ritiene che il mercato sottovaluti le sinergie derivanti dall’integrazione con Mediobanca. Le Dta perle non così nascoste. Il target price nello scenario migliore

Credete nelle sinergie? Così Jefferies intitola un report su Banca Monte dei Paschi di Siena nel quale inizia la copertura dell’azione con rating buy. «Acquistare il titolo Mps perché riteniamo che il mercato sottovaluti il potenziale delle sinergie derivanti dall’integrazione con Mediobanca. Questo porta le nostre stime di utile per azione (eps, ndr) rettificato a 0,87 e a 0,95 euro a essere del 7%/11% superiori a quelle del consenso per il periodo 2027/2028, quando vediamo spazio anche per un rendimento del dividendo da migliore della classe», spiega Jefferies che è stato advisor di Mps nell’opas su Mediobanca.

Rendimento del dividendo da prima della classe, al 14,2%

In effetti, il broker ha stimato a valere sul bilancio 2027 con un utile atteso di 3,019 miliardi di euro (dai 2,851 stimati nel 2025) un dividendo di 0,91 euro per azione (0,68 la stima per il 2025; yield del 9,3%), che offre un rendimento del 12,5%, e di 1,03 euro per azione (utile a 3,424 miliardi), che offre un rendimento addirittura del 14,2%. D’altra parte, prosegue Jefferies, il buffer di capitale dell’istituto guidato da Luigi Lovaglio è il più alto in Europa, «il che ci dà fiducia nella distribuzione di capitale agli azionisti. Inoltre, il multiplo prezzo/utile, pari a 9,7 volte nel 2026, scende a 7,7 nel 2028, offrendo un punto di ingresso interessante per gli investitori pazienti».

Il target price nello scenario migliore

Il target price è stato fissato a 9,30 euro (+30,7% rispetto al prezzo di chiusura in borsa del 16 ottobre a 7,11 euro), ma nello scenario migliore (Euribor a 3 mesi superiore di 25 punti base rispetto allo scenario di base, un ciclo di accantonamenti più favorevole, costi/ricavi al 39%, Rote al 13,8% e costo del capotale al 13,5%) può salire a 10,1 euro.

Le sinergie con Mediobanca sono raggiungibili

Il dibattito ruota attorno alla logica dell’operazione e alle sinergie derivanti dalla fusione con Mediobanca. La complementarietà tra la banca di Piazzetta Cuccia e il Monte aggiunge diversificazione, ma aumenta la dipendenza dalle sinergie sui ricavi. «Percepiamo un certo scetticismo del mercato sul raggiungimento dell’obiettivo di sinergie per 700 milioni di euro, suddivise in 300 milioni a livello di costi, 300 milioni a livello di ricavi e 100 milioni di funding. Tuttavia, sulla base della nostra analisi, riteniamo che queste sinergie siano realizzabili», continua la società di investimento.

Infatti, Mps opera principalmente nel retail e nel segmento Pmi, mentre le competenze chiave di Mediobanca sono Corporate Investment Banking (CIB), Wealth Management e Consumer Banking. «L’obiettivo di riduzione dei costi di Mediobanca non appare aggressivo. Inoltre, stimiamo che almeno 350 milioni di euro di costi della banca senese siano in aree sovrapponibili con Mediobanca: CIB, Wealth Management, Consumer Banking e funzioni centrali. A nostro avviso», precisa Jefferies, «una larga parte di questi 350 milioni potrebbe essere tagliata nei prossimi tre anni, supportando il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei costi».

La divisione Corporate e investment banking rappresenta un punto di forza per Mediobanca. Jefferies ha stimato che l’istituto generi 1,8 euro di commissioni per ogni 100 euro di prestiti nella divisione Corporate Investment Banking rispetto agli 1,2 euro di Mps. Estendere questa maggior efficienza ai clienti della banca senese potrebbe portare a 320 milioni di ricavi aggiuntivi. Nel Consumer, poi, Mps è penetrata poco. Quindi, sfruttare i prodotti e l’expertise del ramo consumer di Mediobanca potrebbe generare un aumento dei ricavi (un’opportunità fino a 700 milioni nel lungo termine). Sul fronte del funding, «stimiamo che si possano ottenere risparmi per 100 milioni, ottimizzando il requisito Mrel e riducendo l’eccesso di liquidità», calcola Jefferies.

Certo, la valutazione più alta di Mediobanca rispetto a Mps implica una diluizione iniziale a livello di eps/net asset value tangibile, ma questo appartiene al passato. Guardando avanti, Jefferies ritiene che l’operazione offra un «chiaro potenziale» di upside: Mediobanca può estendere le sue competenze su un mercato più ampio, mentre la forza retail del Monte rafforza la rete di Piazzetta Cuccia.

Le Dta perle non così nascoste

Al contempo, la rivalutazione delle imposte differite attive (dta) entro il 2025 migliora la qualità degli utili e la traiettoria del capitale. A giugno di quest’anno Mps aveva 2,6 miliardi di dta in bilancio e 1,3 miliardi fuori bilancio relative a tax loss carry forward. A seguito dell’acquisizione di Mediobanca, «ci aspettiamo che gli 1,3 miliardi di dta fuori bilancio vengano rivalutate, portando l’ammontare totale di quelle in bilancio a 3,9 miliardi di euro. Questa mossa è neutra per il capitale della banca», puntualizza Jefferies che si aspetta a sua volta che Mps possa utilizzare 1,6 miliardi di dta tax loss carry forward tra il terzo trimestre del 2025 e la fine del 2028, comportando un tailwind di capitale di 190 punti base, mentre ulteriori 160 punti base saranno utilizzati oltre il 2028. L’uso delle dta legate a tax loss carry forward è la principale ragione della resilienza del Cet1 ratio, nonostante il payout del 100%, poiché compensa l’aumento degli asset ponderati per il rischio legato alla crescita dei prestiti, stimata intorno al 2,5% annuo.

Cet1 al 17,5% nel 2028

Jefferies vede anche possibilità di upside sul capitale e gli utili. Nonostante la banca distribuisca il 100% degli utili, «le nostre previsioni di Cet1 rimangono elevate, al 17,5% nel 2028, implicando un capitale in eccesso di almeno 3,3 miliardi di euro. Il potenziale Danish Compromise sulla partecipazione del 13% di Mediobanca in Generali aggiungerebbe ulteriori 0,5 miliardi al Cet1. La posizione patrimoniale solida del gruppo supporta anche i dividendi, con un rendimento che arriva, appunto, a oltre il 14% nel 2028, post-sinergie. Vediamo, quindi, spazio», conclude Jefferies, per una revisione al rialzo delle stime del consenso su Mps». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)