Mps accelera per imprimere un nuovo corso a Mediobanca. Entro questa settimana il cda dell’istituto dovrebbe nominare l’head hunter che selezionerà i candidati per il consiglio della merchant bank in conseguenza dell’opas arrivata ormai alle battute finali. Ieri Siena ha consegnato i nuovi titoli e i 467 milioni in contanti (90 centesimi per azione) agli azionisti di Piazzetta Cuccia che finora hanno aderito all’offerta.
Nel dettaglio sono state emesse 1,28 miliardi di azioni da scambiare con i 506 milioni di titoli Mediobanca conferiti in opas. Di conseguenza il gruppo presieduto da Nicola Maione è balzato al 62,29% di Mediobanca, quota destinata a crescere alla riapertura dell’opas, prevista tra oggi e lunedì 22.
Un primo profondo rimescolamento ha avuto luogo anche nel capitale di Mps, dove Delfin è salita al 21%, Francesco Gaetano Caltagirone all’11%, Enpam all’1,75% e la famiglia Benetton all’1,5%, mentre si sono diluiti il Tesoro (6%) e Banco Bpm-Anima (4%). Se decisioni come il delisting o la fusione saranno prese solo alla conclusione dell’offerta, in base al livello di adesioni raggiunto, sulle nomine il Montepaschi è già al lavoro. Una data chiave sarà quella di giovedì, quando in Mediobanca si terrà il primo cda dopo la chiusura del periodo di adesione.
Gli amministratori approveranno il bilancio 2024-25 e convocheranno l’assemblea annuale, ma soprattutto dovrebbero rimettere le deleghe e presentarsi dimissionari alla luce dell’esito dell'offerta. Visto che per l’assise sarà mantenuta la data tradizionale del 28 ottobre, le liste dovranno essere depositate entro il 3 ottobre, cioè 25 giorni prima del voto. A Siena i sondaggi sulle candidature sono in corso da settimane, ma l’iter formale per la stesura della rosa inizierà con la nomina di un head hunter e l’avvio della fase istruttoria nel comitato nomine presieduto da Domenico Lombardi.
L'obiettivo sarà la costruzione di una lista lunga da 15 nomi che comprenderà i nomi del ceo e naturalmente del presidente. I tempi sono stretti ma Siena vuole farseli bastare e non sembra intenzionata a chiedere al cda di Mediobanca di posticipare l’assemblea a novembre.
Quanto alla riapertura dell’opas, l’aspettativa del mercato è che le adesioni superino l’80%.
La ragione è stata spiegata dal direttore generale di Mediobanca Francesco Saverio Vinci nel suo intervento ai dipendenti della merchant bank la scorsa settimana. I fondi passivi dovrebbero aderire in massa all’opas, visto che il loro obiettivo sarà quello di liberarsi di un titolo destinato a uscire dagli indici. Altri grandi asset manager avrebbero peraltro già aderito alla proposta di Lovaglio, come BlackRock che la scorsa settimana è salito anche al 5% del Monte.
Ieri intanto un altro socio storico è uscito dall’azionariato dei Piazzetta Cuccia. Fin.Priv, la holding partecipata da Generali, Italmobiliare, Pirelli, Stellantis, Tim e Unipol, ha avviato un accelerated bookbuilding sull’intera quota dell’1,76%. (riproduzione riservata)