Cosa sta succedendo in Mooney? Nata nel 2019 come newco che ha acquisito le attività di servizio di pagamento di Sisal Group e di Banca 5 di Intesa Sanpaolo, è la fintech italiana di prossimità controllata pariteticamente dall’istituto di credito guidato da Carlo Messina e da Enel. Offre servizi di incasso bollette, carte prepagate, ricariche telefoniche e servizi di telepedaggio. Il colosso elettrico era entrato nel 2022 conferendo nel gruppo Enel X Pay.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza la fintech guidata da Stefania Gentile, al vertice di Mooney da giugno 2023, ha varato una nuova organizzazione aziendale, racchiudendo le cinque direzioni di business (product design & development, strategy & business development, sales, operations e technology & data) all’interno di due nuove aree: quella capeggiata da Salvatore Borgese che ha assunto la carica di chief revenue officer e quella invece diretta da Alberto Gechele, nuovo chief operating officer della società.
Fonti finanziarie riferiscono che Borgese (prima general manager e responsabile dell’area commercial & banking services) e Gechele (ex product design and development director) di fatto sono due co-direttori generali che assumono maggiori responsabilità sotto il vertice all’interno di un ridisegno della prima linea effettuata su impulso dei due grandi azionisti.
Già nel secondo semestre, come rivelato da questo giornale, la società aveva messo mano all’organigramma rafforzando il board con nuove professionalità su suggerimento della Banca d’Italia. Nel cda erano entrati l’esperto di Ict Claudio Moro e il responsabile aziendale dell’antiriciclaggio Francesco Costantino dopo che ad aprile Via Nazionale aveva inibito a Mooney l’emissione di nuove carte di pagamento, per carenze nelle procedure di antiriciclaggio. Rilievi a cui era seguito anche un processo sanzionatorio da parte dell’authority.
La nuova organizzazione serve per imprimere un’accelerazione al business che finora non c’è stata. Dopo un 2023 in cui la società ha registrato un rallentamento dei tassi di crescita su ricavi ed ebita (di 435,4 milioni e 105,3 milioni) e un indebitamento finanziario netto in aumento a 552 milioni, le fonti riferiscono che il 2024 dovrebbe chiudersi in linea con i 12 mesi precedenti. Nei primi nove mesi dello scorso anno ricavi ed ebitda hanno fatto segnare un andamento negativo (rispettivamente di 308,9 milioni, in calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2023 e di 69,7 milioni, giù del 9%) e l’indebitamento è cresciuto a quota 577 milioni.
Le fonti riferiscono che Enel non ha tecnicamente aperto una procedura di vendita del proprio 50%, ma non è un mistero che il business dei pagamenti digitali - cavalcati dal predecessore di Cattaneo, Francesco Starace, con Enel X Pay conferita poi in Mooney - non sia considerata core all’interno del colosso elettrico. «Non abbiamo nessuna intenzione di acquisire la quota di Enel in Mooney», ha spiegato Messina, in conferenza stampa a Milano in occasione dei conti della banca rispondendo a una domanda sul futuro della joint venture con Enel nel fintech.
Dal colosso elettrico spiegano che la società «non è interessata a vendere», ma intanto le fonti aggiungono che il dossier circola sul tavolo di alcuni fondi internazionali e italiani, non disposti a retrocedere all’eventuale venditore prezzi in linea con le valutazioni del 2022. Allora il 100% di Mooney era stato valutato 1,385 miliardi di euro. (riproduzione riservata)