Delfin si prepara a stringere la presa su Mps in vista della chiusura dell’offerta su Mediobanca e a poche ore dall’assemblea di Piazzetta Cuccia, chiamata a decidere sull’ops per Banca Generali. Secondo quanto riferito ieri da fonti finanziarie, lo scorso 12 agosto la Bce avrebbe autorizzato la holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio a salire fino al 19,99% di Rocca Salimbeni.
L’incremento della quota sarà l’effetto dell’adesione alla proposta di scambio di Siena a cui la cassaforte del Granducato ha detto di sì proprio nei giorni scorsi. Se infatti, a bocce ferme, Montepaschi superasse il 50% di Mediobanca (di cui Delfin detiene oggi il 19,8%), i Del Vecchio arriverebbero a ridosso del 20% della banca senese dall'attuale 9,8%.
Proprio per questa ragione, come riportato nei mesi scorsi da MF-Milano Finanza, Delfin ha dovuto chiedere a Bce un’autorizzazione specifica ai sensi della qualifying holding procedure, l’iter regolamentare che disciplina i grandi movimenti dei soci nel capitale delle banche.
Anche il gruppo Caltagirone (oggi al 9,9% di Mps e di Piazzetta Cuccia) avrebbe inoltrato a Francoforte la medesima richiesta visto che l’immobiliarista romano si troverebbe oltre il 10% di Siena per effetto dell'adesione all'ops.
Per Delfin però esiste una complicazione. Se il Montepaschi si fermasse sotto il 50% di Mediobanca al termine della scalata, l’effetto dell'adesione sarebbe quello di proiettare la holding oltre il 20% della banca senese, rendendo probabilmente necessaria un ulteriore via libera da parte della Bce. Già tre anni fa Francoforte bocciò la salita della cassaforte presieduta da Francesco Milleri sopra il 20% di Piazzetta Cuccia senza la trasformazione in holding bancaria, un copione che potrebbe ripetersi .(riproduzione riservata)