Conti in buona salute per Moneyfarm, che riesce ad archiviare il 2023 con un’importante riduzione della perdita. Non certo un’impresa scontata in un mondo come quello del fintech europeo in cui le società, orfane da un paio di anni di grandi finanziamenti e zavorrate da massicce spese di marketing, si trovano alle prese con bilanci in rosso sempre più onerosi.
Non è così per la scale-up italiana (ma con sede a Londra), specializzata nella consulenza finanziaria digitale e partecipata tra gli altri dal colosso britannico degli investimenti M&G e da Poste italiane, che ha chiuso lo scorso esercizio – i dati consolidati fanno riferimento alla scatola Mfm Holding – con un perdita di 11,6 milioni di sterline, il 18% in meno rispetto a fine 2022. Numeri che destano un certo ottimismo nel management, facendo ipotizzare che il percorso intrapreso verso la redditività (e la crescita sostenibile) sia quello corretto.
Ancora più importante, vista la giovane età della fintech, è probabilmente la voce relativa ai ricavi. Nel 2023 il fatturato di Moneyfarm è infatti cresciuto su base annua del 45%, raggiungendo quota 23,5 milioni di sterline dai 16,2 del precedente esercizio. Merito in parte dell’acqusizione di nuova clientela, arrivata a fine anno sopra le 133 mila unità (erano 97 mila a fine 2022). Ma anche dell’importo medio investito per cliente: facendo riferimento al primo semestre di quest’anno, Moneyfarm ha calcolato che l’investimento medio per cliente è cresciuto su base annua del 10%.
Alla luce di questi dati, le masse a fine 2023 sono arrivate intorno ai 4,5 miliardi di euro (3,7 miliardi di sterline, al cambio attuale) contro i neanche 3 miliardi dell’anno precedente. Ma c’è di più: alla fine del primo semestre di quest’anno è stata anche superata la soglia dei 5 miliardi di euro di masse a livello globale: un risultato maturato peraltro in una fase piuttosto complessa per la raccolta di gestito nel mercato italiano.
Moneyfarm nell’ultimo anno ha lavorato in modo capillare sulla diversificazione del proprio modello di consulenza digitale, concentrandosi in particolare sull’ampliamento dei prodotti e dei servizi. Tra i progetti più rilevanti ci sono i Portafogli Tematici, componente che i clienti possono aggiungere ai portafogli gestiti per investire nei megatrend; la soluzione Liquidità+, cioè un portafoglio di fondi monetari pensato per risparmiatori-investitori improntati alla cautela (categoria molto diffusa nel panorama italiano); la soluzione assicurativa Moneyfarm Sicura, realizzata in partnership con Cnp Vita Assicura; e Conto Titoli, servizio in regime amministrato per investimenti di tipo fai-da-te in strumenti finanziari selezionati, sempre con il supporto della consulenza che è il tratto distintivo del modello della scale-up.
Un modello che viene così riassunto da Giovanni Daprà, co-fondatore e amministratore delegato di Moneyfarm: «Il nostro approccio alla gestione del risparmio è unico sul mercato e mira a soddisfare tutte le esigenze e le aspettative dei clienti, in modo coerente con i principi alla base del modello di business di Moneyfarm, che vuole offrire portafogli diversificati al minor costo possibile, assecondando le preferenze e i comportamenti dei clienti e affiancandoli lungo l’intero processo come un vero e proprio total wealth partner». (riproduzione riservata)