Switcho corre e Mavriq, realtà che raggruppa tutte le società attive nella comparazione e intermediazione del gruppo Moltiply, opta per la salita anticipata nel capitale. Come MF-Milano Finanza è in grado di anticipare, Mavriq, guidata dal ceo Alessio Santarelli, ha rilevato con un anno di anticipo rispetto ai piani iniziali l’ultimo 20% del servizio 100% digitale per risparmiare sulle spese di luce, gas, telefonia e assicurazione.
La quota era rimasta in mano ai tre founder Marco Tricarico, Redi Vyshka e Francesco Laffi dopo l’acquisizione dell’80% del capitale avvenuta a metà 2024.
A spiegare la volontà di Mavriq di anticipare i tempi sono sia motivazioni finanziarie sia industriali. Nel 2025 l’ebitda di Switcho è stato di circa 12 milioni, più che raddoppiato rispetto al 2024 e oltre sei volte più alto rispetto agli 1,8 milioni generati nel 2023 (su 6 milioni di ricavi). «Dietro l’acquisizione di Switcho, come per ogni nostra operazione di m&a, c’era una logica di fondo: essere allineati sui valori fondamentali, primo fra tutti fare il meglio per il cliente», spiega Santarelli. Il modello di business di Switcho «è trasformativo per il settore: orientato a far risparmiare il cliente in modo efficiente, con il minimo sforzo e senza interazioni telefoniche».
A motivare la forte crescita di Switcho, per Santarelli, è quindi la bontà della soluzione. Si tratta di una piattaforma che «funziona e, come tutti i modelli di internet virtuosi, migliora su ogni singolo aspetto: efficienza nell’acquisizione di nuovi utenti, soddisfazione dei clienti e tasso di ritorno. Così riesce ad accelerare velocemente». Una scalata alimentata anche dai fondatori, rimasti all’interno di Switcho dopo l’acquisizione e che resteranno operativi almeno fino alla fine dell’anno nonostante la cessione dell’ultimo 20%. «Abbiamo continuato a lavorare sull’acquisizione di clienti su canali alternativi, con banche e player fintech che hanno aperto il nostro servizio ai clienti, e consolidato la base utenti, fidelizzandoli e rendendoli clienti ricorrenti, migliorando così i margini senza richiedere investimenti aggiuntivi di acquisizione», racconta Tricarico, ceo e co-founder. Che aggiunge: «A contribuire all’accelerazione dei risultati di Switcho, ovviamente, c’è anche la maggior forza contrattuale con i fornitori generata dall’integrazione con Mavriq».
Ora si apre una fase due dell’integrazione delle due società: «Mavriq porta valore alle realtà acquisite, ma siamo anche aperti a integrare quanto di buono troviamo», evidenzia Santarelli. «Nel caso di Switcho, oltre al suo essere estremamente innovativa, la volontà è di valorizzare ulteriormente il brand e il team, uno dei più forti in Italia nello sviluppo di app e nella gestione dei social. La tecnologia di Switcho, ad esempio, può essere portata in altri mercati, con o senza il brand a seconda delle caratteristiche del singolo Paese», continua il ceo di Mavriq. Le prime integrazioni su questo fronte sono già state fatte internamente ai comparatori italiani: «Per fare un esempio, il modello di lettura della bolletta di Switcho ora è utilizzato anche da Segugio», spiega Tricarico.
L’espansione di Mavriq, però, non si baserà solamente per linee interne, che pur saranno esplorate con convinzione. La visione del ramo del gruppo Moltiply è chiara: «Manteniamo un approccio opportunistico, con un costante monitoraggio di potenziali operazioni. Il focus resta principalmente sull’estero visto che al momento in Italia non esistono altri asset con la qualità di Switcho», evidenzia Santarelli. La prima opzione, quindi, è di espandere la geografia. «Nei mercati in cui siamo presenti siamo già leader di mercato o co-leader, quindi valutiamo opzioni per consolidare le nostre posizioni, mentre vediamo con favore anche l’espansione dove riteniamo abbia senso farlo», conclude l’ad di Mavriq.
Il 10 aprile, intanto, Moltiply ha lanciato una piccola opa su azioni proprie per acquistare fino a 228 mila azioni, pari allo 0,57% del capitale, a 33 euro l’una e un esborso massimo di 7,5 milioni. Un’operazione motivata con la volontà di sostenere la liquidità del titolo, impiegare le azioni in eventuali operazioni straordinarie, destinare le azioni a programmi di remunerazione e per una gestione efficiente della liquidità aziendale. (riproduzione riservata)