In controtendenza con il resto della settimana, le borse europee chiudono la seduta in rialzo, anche se lontane dai massimi di giornata (+0,7% il Ftse Mib, +0,8% il Dax, +0,9% il Cac 40). Dopo il dato sull’inflazione statunitense oltre le attese, i fari degli investitori si sono spostati dapprima sulle tensioni in Medio Oriente e sul Mar Rosso e poi sull’inizio della stagione delle trimestrali. Di riflesso a queste ultime prosegue contrastata Wall Street, dove il Dow Jones scivola dello 0,5%, mentre l’S&P e il Nasdaq salgono rispettivamente dello 0,04% e dello 0,12%. In scia ai commenti dei banchieri centrali, continua a perdere quota lo spread tra Btp e Bund a 158 punti. Poco mosso invece l’euro sul dollaro che resta a 1,0968. Si riducono i guadagni del greggio dopo che i prezzi del Brent sono saliti di oltre il 3% nelle ultime 24 ore, in seguito alla reazione dei mercati all’attacco delle forze britanniche e americane contro obiettivi Houthi nello Yemen. Nel corso della giornata è salito anche il prezzo del gas a 31 euro al megawattora (+3,4%). A Piazza Affari, i bancari chiudono contrastati, con Bper che mette a segno la performance migliore (+2,51%). Rialzi diffusi tra gli asset manager con Azimut +1,95%, Banca Mediolanum +1,74%, FinecoBank +1,42%, Anima +1%. Intermonte rileva come i numeri di dicembre lascino presagire un buon 2024 per il risparmio gestito. Bene poi il settore energetico, con Prysmian (+3,44%) e Terna (+3,59%) in evidenza. Saipem è il titolo migliore del segmento oil, chiude a +2,77%. Tra i pochi titoli in calo, Stellantis cede lo 0,75%. La società ha consolidato il secondo posto nella classifica delle vendite nel mercato EU29, con una quota di mercato del 18,4% nel 2023 e una crescita delle vendite del 5,9% rispetto all'anno precedente.