L'azionario di piazza Affari chiude in territorio positivo la seduta odierna, con il Ftse Mib che e' salito dello 0,63% a 31.329 punti.
Sul fronte dei dati macro, la produzione industriale dell'Eurozona e' cresciuta del 2,6% a livello mensile a dicembre, oltre le attese del consenso (-0,4% m/m). Su base annua, la produzione industriale e' salita dell'1,2% a dicembre, rispetto alla flessione rivista del 5,4% del mese precedente.
Il Pil dell'Eurozona, nella seconda lettura preliminare del 4* trimestre, e' rimasto invariato a livello trimestrale dopo la discesa dello 0,1% t/t nel terzo, in linea al consenso degli economisti. Il Pil e' cresciuto dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dopo la lettura invariata nel terzo, in linea anche in questo caso al consenso degli economisti.
A piazza Affari e' proseguito il trend di acquisti su Leonardo Spa, balzata del 6,06%. Il titolo resta sotto i riflettori del mercato alla luce dell'aumento della spesa per la Difesa a livello globale.
In netto progresso poi Nexi (+4,22%), dopo indiscrezioni di stampa secondo cui la societa' di pagamenti avrebbe rifiutato l'offerta da 800 mln del fondo F2i per la rete nazionale interbancaria, ma le trattative starebbero proseguendo.
Brillante anche B.Mps (+2,85%). In un'intervista il Ceo Lovaglio ha ribadito molti dei concetti evidenziati con la presentazione dei conti del quarto trimestre, sottolineando gli ottimi risultati raggiunti dalla banca e analizzando le opportunita' strategiche che potrebbero emergere. Sempre tra i bancari, Unicredit e' salita dell'1,28% a 29,765 euro, con gli analisti di Jefferies che hanno alzato da 39,9 a 41,6 euro il prezzo obiettivo sul titolo e confermato il rating buy.
Tim ha accelerato nel pomeriggio chiudendo a +1,93% in attesa dei conti. Secondo indiscrezioni di stampa, le autorita' di regolamentazione dell'Ue potrebbero allentare le regole contro le fusioni nel settore delle telecomunicazioni mobili e ampliare le norme sulle telecomunicazioni per convincere Big Tech e altri soggetti a contribuire al finanziamento del lancio del 5G.
Si sono messe in mostra dopo i conti De Nora (+4,01%) e Interpump (+5,33%), mentre Elica Spa ha pagato con un -3,09% il taglio del rating da parte di Intermonte (da buy a outperform) e Mediobanca Research (da outperform a neutral). Anche Mondadori (-3,33%) ha incassato un abbassamento del rating, con Equita Sim che ha portato la raccomandazione da buy a hold.