Continua la corsa globale agli investimenti nei data center e, in parallelo, si rafforza l’asse economico tra Stati Uniti e Paesi del Golfo.
Nel corso della conferenza petrolifera Adipec di Abu Dhabi, lunedì 3 novembre 2025, il presidente di Microsoft Brad Smith ha annunciato che il gruppo investirà oltre 7,9 miliardi di dollari in data center, servizi di cloud computing e personale negli Emirati Arabi Uniti nei prossimi quattro anni.
Nel complesso, il colosso di Redmond prevede di destinare 15,2 miliardi di dollari al Paese tra il 2023 e il 2029, nell’ambito di una strategia che punta a rafforzare la capacità nel cloud e nei servizi di intelligenza artificiale, in un contesto di crescente carenza globale di potenza di calcolo.
L’impegno di Microsoft - tra i principali protagonisti della corsa mondiale alla costruzione di infrastrutture per l’AI, nonostante i timori di una possibile “bolla” del settore - comprende anche la volontà di quasi triplicare il numero di chip avanzati Nvidia operativi negli Emirati, importando apparecchiature finora soggette a restrizioni da parte del governo statunitense.
«Non è denaro raccolto qui, ma denaro che investiamo e spendiamo qui», ha dichiarato Smith a Bloomberg Television. «La domanda in questa regione sta esplodendo».
Con questa mossa, Microsoft contribuisce direttamente all’obiettivo degli Emirati Arabi Uniti di trasformarsi in un hub tecnologico globale, capace di attrarre capitali, competenze e infrastrutture digitali di livello mondiale.
Negli Emirati, la multinazionale americana prevede oltre 5,5 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture cloud e AI tra il 2026 e il 2029, a cui si aggiungeranno circa 2,4 miliardi in spese operative e per assunzioni di personale locale.
Microsoft è da tempo un partner chiave della strategia emiratina di diversificazione economica, volta a ridurre la dipendenza dal petrolio e puntare sul digitale. All’inizio del 2024, il gruppo ha investito 1,5 miliardi di dollari in G42, società di Abu Dhabi attiva nell’intelligenza artificiale, nella cybersicurezza e nei servizi cloud. Smith è inoltre entrato a far parte del consiglio di amministrazione di G42, riporta Bloomberg.
Sempre nel 2024, OpenAI, sostenuta da Microsoft, ha scelto gli Emirati come primo Paese al di fuori degli Stati Uniti per ospitare un progetto Stargate dedicato ai data center.
La disponibilità di semiconduttori avanzati negli Emirati Arabi Uniti resta una questione delicata, al centro di equilibri geopolitici e di sicurezza.Lo scorso ottobre Washington ha autorizzato l’esportazione di chip alle aziende statunitensi operanti negli Emirati, dopo un accordo bilaterale che aveva sollevato preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Tale intesa, tuttavia, non si estende ancora alla vendita diretta di chip Nvidia alle società locali, tra cui la stessa G42, evidenziando le cautele di Washington verso potenziali trasferimenti tecnologici.
Queste restrizioni derivano dai timori di alcuni funzionari americani circa la possibilità che tecnologie sensibili installate in Medio Oriente finiscano indirettamente nella sfera d’influenza cinese, vista la solidità dei rapporti economici tra Pechino e la regione. In questo contesto, Microsoft è riuscita a ottenere a settembre le licenze del governo statunitense per esportare chip di intelligenza artificiale negli Emirati, diventando la prima azienda americana del 2025 ad aver ricevuto tale approvazione dopo aver rispettato rigorosi standard di sicurezza informatica e fisica. «Non si tratta di atti di fede», ha sottolineato Brad Smith. «Abbiamo dovuto garantire che questi chip restassero completamente sotto il nostro controllo».
Grazie a tali autorizzazioni, l’azienda ha già distribuito 21.500 chip equivalenti agli Nvidia A100 nel Paese e prevede di spedirne altri 60.400, inclusi alcuni dei nuovi modelli GB300, «nel giro di mesi, non di anni». Parallelamente, Microsoft continua a rafforzare la propria presenza locale, con circa 1.000 ingegneri a tempo pieno, un laboratorio dedicato all’intelligenza artificiale e investimenti per 5,8 miliardi di dollari negli Emirati dall’inizio del 2023, in linea con il piano pluriennale che si estende fino al 2029.(riproduzione riservata)