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Satya Nadella, ceo Microsoft
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Microsoft invita i dipendenti Usa ad andarsene: ma solo con quota 70 all’italiana

24 aprile 2026, 08:40 Ultimo aggiornamento: 09:01

Il piano arriva dopo il taglio di oltre 15.000 posti di lavoro lo scorso anno, mentre Microsoft ha messo in conto investimenti per 140 miliardi di dollari. I conti la settimana prossima

Microsoft offrirà l’opzione dell’uscita volontaria al 7% della forza lavoro negli Stati Uniti. Una prima assoluta per il colosso tecnologico fondato 51 anni fa che sta cercando di gestire l’organico a fronte degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale.

Chi può lasciare

Giovedì il colosso Usa ha comunicato ai dipendenti che l’offerta sarà riservata a chi ha una lunga anzianità di servizio: potranno aderire le persone per cui la somma tra età e anni di servizio è pari ad almeno a 70. Oltre 8.000 dipendenti risultano idonei su un totale di 125.000 negli Usa.

«Molti dipendenti hanno dedicato anni e in alcuni casi decenni a costruire ciò che Microsoft è oggi», ha scritto Amy Coleman, responsabile delle risorse umane. Secondo Coleman, l’iniziativa mira a offrire a questi lavoratori «la possibilità di compiere il passo successivo… con un generoso supporto da parte dell’azienda».

Nel 2025 tagliati oltre 15.000 posti di lavoro

Il piano arriva dopo il taglio di oltre 15.000 posti di lavoro lo scorso anno e mentre Microsoft ha messo in conto investimenti per 140 miliardi di dollari nell’anno fiscale che si chiude a giugno. È la prima volta che Microsoft introduce un programma di uscite volontarie.

Altri gruppi tecnologici, tra cui Amazon, Oracle e Meta, hanno avviato massicci licenziamenti dall’inizio dello scorso anno, motivandoli con la necessità di snellire le strutture. Queste società hanno aumentato in modo significativo la spesa per l’AI, spostando risorse da altre aree del business.

I tagli occupazionali legati all’intelligenza artificiale stanno diventando un fenomeno sempre più rilevante nel mercato del lavoro statunitense, alimentando preoccupazioni sull’impatto della tecnologia sull’occupazione. La fintech Block è arrivata a ridurre «quasi della metà» il proprio organico, sostenendo che l’AI possa compensare i ruoli eliminati. 

Le azioni Microsoft hanno perso circa il 14% da inizio anno, sottoperformando diversi concorrenti, mentre crescono i dubbi degli investitori sulla capacità del gruppo di monetizzare efficacemente alcuni investimenti nell’AI. Maggiori dettagli si avranno con i conti trimestrali che saranno pubblicati la prossima settimana.

Il tema del modello proprietario di frontiera per Microsoft

Il gruppo che ha sede a Redmond, nello stato di Washington, sta accelerando la costruzione di data center per servire grandi clienti come Anthropic e OpenAI mentre il business del software è esposto alla concorrenza sempre più forte di queste due startup.

Gli sforzi interni di Microsoft nello sviluppo di modelli di intelligenza artificiale risultano per ora in ritardo rispetto a quelli di realtà come Google: il gruppo non ha ancora presentato un modello avanzato o di frontiera. Finora si è affidato in larga parte a OpenAI, pur sostenendo la necessità di sviluppare soluzioni proprietarie. 

Un sistema di frontiera è addestrato su quantità enormi di dati, utilizza infrastrutture computazionali molto potenti (supercomputer, data center dedicati) e raggiunge prestazioni tra le più alte in compiti complessi (linguaggio, immagini, codice, ragionamento).

Mustafa Suleyman, responsabile dell’AI di Microsoft, ha detto al Financial Times che il suo team dedicato alla superintelligenza punta a una «vera autosufficienza» rispetto a OpenAI, ma non avrà accesso alla capacità di calcolo necessaria per un modello di frontiera prima della fine dell’anno. (riproduzione riservata)



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