Microsoft archivia il terzo trimestre dell’anno con risultati a prima vista eccellenti e superiori alle attese del consenso, ma il mercato è di tutt’altro avviso: all’inizio delle negoziazioni di giovedì 30 ottobre il titolo perde circa il 2%.
E questo per una voce del bilancio che ha spaventato gli investitori: il colosso di Redmond guidato dal ceo Satya Nadella ha infatti comunicato una spesa record in conto capitale di quasi 35 miliardi di dollari nel trimestre tra luglio e settembre. L’azienda ha inoltre avvertito che gli investimenti cresceranno ulteriormente nel 2025, ribaltando la precedente previsione di un rallentamento.
Questa notizia ha preoccupato gli investitori: l’impennata dei costi va infatti attribuita all’espansione delle spese per le infrastrutture cloud e dell’intelligenza artificiale. Il che potrebbe rivelarsi un boomerang se per qualsiasi ragione dovesse partire la tanto temuta correzione (o addirittura scoppiare la bolla) dell’AI.
C’è anche preoccupazione per la sostenibilità economica di investimenti enormi come quello di OpenAI, che potrebbe comportare un impegno di oltre 1.000 miliardi di dollari in potenza di calcolo. Nel terzo trimestre, ha svelato Microsoft, l’investimento in OpenAI ha pesato sull’utile netto per 3,1 miliardi.
Nonostante il nodo sulle spese, l’investimento nel cloud sta dando frutti molto importanti: Azure, la divisione specializzata del gruppo, è cresciuta del 40% nel trimestre, più delle attese (38,4%).
Per il trimestre in corso Microsoft prevede un’ulteriore crescita del 37%, ancora sopra le stime. Tuttavia, la cfo Amy Hood ha segnalato che la crescita avrebbe potuto essere ancora maggiore senza alcuni limiti di capacità, che dovrebbero persistere fino a giugno 2026.
Al contempo, Microsoft nel trimestre ha messo a segno 77,7 miliardi di dollari di ricavi (+18%), stracciando di oltre 3 miliardi le attese, e un utile per azione di 3,72 dollari, sopra i 3,67 previsti.
Visti i mal di pancia del mercato, il management ha provato subito a correre ai ripari: la società punta ora a bilanciare la domanda esterna, proveniente da partner come OpenAI (di cui peraltro Microsoft ha appena svelato di essere primo azionista con una quota del 27%) con le esigenze interne, cioè sviluppo di modelli proprio e ricerca e sviluppo.
Satya Nadella, in buona sostanza ha dichiarato che l’azienda è disposta a rifiutare progetti non strategici per mantenere il focus sui propri obiettivi di lungo periodo. (riproduzione riservata)