La Cloud Region Italy North - così Microsoft ha chiamato il progetto di un hub di data center avanzati in costruzione in Lombardia - prosegue come da cronoprogramma. Nessun ritardo né revisione nonostante le tensioni commerciali che nei mesi passati hanno rallentato alcuni progetti delle big tech. A dirlo a MF-Milano Finanza è Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia. «Abbiamo annunciato un investimento di oltre 4 miliardi di euro in due anni e lo stiamo facendo: stiamo costruendo alacremente, data center su data center», racconta il top manager. «Adesso siamo più o meno al 20% delle operations. I nostri data center hanno già un tasso di adozione molto elevato perciò la vera sfida è costruire il più rapidamente possibile per stare dietro alla domanda».
Il maxi-investimento da 4,3 miliardi è stato reso noto a ottobre 2024 e presentato dal ceo di Microsoft Satya Nadella in occasione di un roadshow a Roma. L’obiettivo è fare della cloud region italiana, lanciata nel 2023 con l’annuncio di tre data center, un hub di riferimento per l’Europa e il Mediterraneo. «Ad oggi abbiamo più di 5 mila aziende che utilizzano il data center italiano e non sono solo italiane», aggiunge Esposito. «Abbiamo anche multinazionali che operano nel Sud Europa e che usano la nostra infrastruttura. Per noi è fondamentale che il polo milanese sia uno snodo internazionale, in modo da rendere l’investimento scalabile».
I data center di Microsoft sorgeranno nell’area intorno a Milano, dove sono attivi molti player del settore. Si va dalle grandi aziende tech fino ai fondi di private equity, che a volte si dotano in proprio di data center. I più noti sono Amazon e Google, ma nel capoluogo lombardo sono attive anche società come Qts, Data4 e PureDc. Chi vuole costruire un data center in Italia, dunque, guarda soprattutto a Milano ed Esposito conferma che, anche nel caso di Microsoft, questo resta il focus geografico: «Al momento siamo interessati all’area della Lombardia, compresa la parte confinante con il Piemonte. Quando si creano queste queste regioni, ovviamente, ci sono degli effetti di scala importanti. Dopodiché la domanda è dinamica e noi siamo sempre aperti ad altri scenari».
Visti i numeri e l’intensità del progetto, la costruzione delle infrastrutture è la priorità di Microsoft Italia. Tuttavia a ottobre il gruppo si era dato anche un altro obiettivo: formare sull’intelligenza artificiale un milione di persone. «Questo era il target che volevamo raggiungere entro fine 2025 ma riusciremo a centrarlo già nella prima metà dell’anno», rivela l’ad. In più, un percorso di formazione è stato preparato anche per le società. «Un anno e mezzo fa abbiamo lanciato AI Lab, cominciando da Milano», ricorda Esposito. «È una fucina di innovazione dove portiamo le imprese attraverso un percorso di adozione dell’AI. Più di 400 aziende hanno partecipato a oltre 600 progetti e vogliamo continuare su questa strada, verticalizzando sempre di più l’offerta per le singole industrie».
Il progetto della cloud region italiana rientra nei piani di espansione della sua rete di data center di Microsoft in Europa. Alla fine di aprile il presidente della società, Brad Smith, ha fissato alcuni target, tra cui un aumento della capacità del 40% in due anni, con operazioni in 16 Paesi. L’obiettivo è avere oltre 200 data center nel Vecchio Continente entro il 2027, con una capacità più che raddoppiata rispetto al 2023.
Inoltre, Smith ha stabilito delle linee guida per la sicurezza delle strutture, in modo da renderle resilienti a shock e tensioni geopolitiche o commerciali. Tra queste ci sono la fornitura di servizi cloud tramite partner europei, la supervisione locale dei data center con leggi e board europei, copie di backup del codice custodite in Svizzera.
Gli sforzi di Microsoft si inseriscono in uno scenario di generale boom del settore. Uno studio di McKinsey prevede che la domanda globale di capacità nei data center possa quasi triplicare entro il 2030 e che gli investimenti necessari a soddisfarla possano arrivare fino a 6.700 miliardi di dollari. L’Italia potrebbe attirare 23 miliardi di euro di investimenti entro lo stesso anno secondo un’analisi di Teha Group sui data center. (riproduzione riservata)