L’attenzione alle notizie più fresche, nel caso di Mfe l’evoluzione delle operazioni straordinarie per il controllo sulla tedesca Prosieben Media, e la memoria del fondatore, rischiano di oscurare il grande lavoro fatto nell’ultimo quinquennio dal gruppo di Cologno Monzese. Molti pensano ancora alla vecchia Mediaset ai suoi due mercati, Italia e Spagna. Certo, nel nuovo nome, Media For Europe, il richiamo alla storia aziendale è forte e restano pure le aree principali di mercato. Ma internamente, il gruppo è profondamente mutato, sia nell’approccio tattico al business della pubblicità, sia nella strategia.
Le nuove modalità integrate di vendita attraverso le piattaforme televisive in chiaro funzionano bene, certo molto meglio dei competitor che operano nel business Tv tradizionale, anche se il modo di approcciarlo, tradizionale non è più. In parallelo, è cresciuta la proiezione verso nuovi mercati e nuove attività, come le serie Tv, che rappresentano probabilmente il fenomeno televisivo di maggiore successo di pubblico degli ultimi anni, trasversale per età e cosa importantissima, per classi sociali.
Mfe ha oggi un business consolidato, da leader di mercato, che genera eccellenti risultati economici e molta cassa; al contempo sta assumendo una scala paneuropea. L’obiettivo è raggiungere una base distributiva di pubblicità e di utenti dei contenuti più ampia. Questa la ragione dell’acquisto, paziente, di percentuali crescenti nel capitale del gruppo tedesco Prosieben Media.
Il timing in cui sono iniziati gli acquisti di azioni e i mediocri risultati del gruppo tedesco spiegano le passate modeste performance borsistiche; tant’è che, sui fondamentali, i prezzi azionari di Mfe paiono scontati a molti analisti. Ma, ormai, il controllo di fatto di Prosieben, con una quota già superiore al 30%, è un dato acquisito; il gruppo ceco Ppf non ha le risorse e le competenze per essere un competitor su questa scala; ci si accorderà.
Il prezzo sin qui pagato da Mfe per il 30% è forse un po’ caro, ma è stato finanziato con l’abbondante cash-flow che Mfe ha generato in Italia e Spagna. Lo sforzo finanziario è pressoché completato, la partecipazione strategica è stata acquisita. Indipendentemente da quando e se verrà anche consolidata integralmente, è vicino il momento in cui si potranno sviluppare e vendere prodotti cross-border, mettendo a fattor comune produzioni, reti di vendita e tecnologie.
Che sia un gruppo italiano, con la storia e la connotazione di Mediaset, a portare a compimento un disegno strategico europeo di questa portata, non è cosa da poco. Ancora più ammirevole che lo stia facendo con bilanci solidi, che a questo punto, partendo l’integrazione, potrebbero solo migliorare. (riproduzione riservata)