Metinvest cerca un nuovo partner per Piombino. Ma gli analisti non vedono il gruppo Danieli aumentare la propria quota. Bloomberg ha riportato che il gruppo ucraino dell'acciaio sta cercando un nuovo investitore per il progetto da 3 miliardi di euro relativo al nuovo impianto siderurgico di Piombino, nel tentativo di ridurre il proprio impegno da oltre 500 milioni (75% dell'equity) a meno di 300 milioni. Invece l’italiana Danieli si era impegnata a coprire il restante 25% dell’equity. La società ucraina ha citato i rischi legati alla guerra per la propria rete operativa e un contesto di maggior cautela da parte dei finanziatori per il rischio geopolitico, incluso il recente conflitto in Medio Oriente.
Il ceo di Metinvest Adria, joint venture tra Metinvest e Danieli, ha indicato che l'eventuale ingresso di un terzo partner servirebbe a rafforzare il profilo di rischio del progetto e non sarebbe dovuto a ragioni strettamente finanziarie dato il forte consenso ottenuto dalle banche. Inoltre ha indicato che l'attività operativa continua con il focus che rimane completare l'iter autorizzativo. Tuttavia la notizia ha spinto la Fiom Cgil a chiedere un confronto con azienda e istituzioni per verificare «lo stato reale degli impegni». Secondo il sindacato, il progetto di rilancio del polo siderurgico di Piombino entra ora in una fase che richiede «il massimo livello di chiarezza e trasparenza».
Danieli ha il 25% dell'equity nel progetto con un investimento di circa 200 milioni di euro. Il valore dell'ordine per la divisione Plant-making del gruppo sarebbe intorno a 1,5 miliardi, ha precisato Equita, secondo cui il perdurare della guerra tra Russia e Ucraina sta pesando sui conti di Metinvest.
«Pensiamo che per Metinvest la priorità rimanga l'emissione di un bond per finanziare il progetto ma questo mercato è bloccato dal 2022 causa guerra. A nostro avviso, è ragionevole che attraverso queste dichiarazioni Metinvest voglia attrarre maggior interesse/supporto istituzionale italiano, anche considerata la rilevanza nazionale del progetto», sottolinea la Sim, convinta che Danieli non abbia interesse ad aumentare la propria quota nel
progetto.
«A nostro avviso, la situazione lato governance potrebbe portare a uno slittamento delle tempistiche già più lunghe di quanto inizialmente previsto a causa del processo autorizzativo», ipotizza Equita. In ogni caso, il supporto istituzionale rimane forte: primo, il polo di Piombino è incluso nei progetti di prominente interesse strategico nazionale; secondo, a breve dovrebbe essere nominato il commissario straordinario; terzo, nelle scorse settimane il Mimit ha messo a disposizione del progetto 285 milioni.
Ad oggi il progetto non è incluso nelle stime di Equita e nella guidance 2026 di Danieli (ebitda tra 430 e 450 milioni; 459 milioni la stima di Equita). Dopo il -8% di venerdì 26 giugno e il -3% a 65,80 euro del 29 giugno in chiusura, il titolo scambia a 12,9x-12,2x il multiplo prezzo/utile adjusted 2027-2028 e a 5,7x-4,9x l’ev/ebitda adjusted. Equita ha confermato il rating buy e il target price a 88 euro.
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