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Mark Zuckerberg, ceo di Meta
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Meta batte le stime sugli utili ma crolla sul Nasdaq (-12%). Ecco per quali ragioni

30 ottobre 2025, 10:30 Ultimo aggiornamento: 14:38

Gli analisti temono anche che la ex Facebook stia spendendo troppo per intelligenza artificiale e infrastrutture. E la divisione del metaverso continua a bruciare denaro: in rosso per 4,4 miliardi a fronte di 450 milioni di utili

Meta batte, e non di poco, le attese degli analisti sui conti trimestrali, ma sprofonda in borsa, segnando un calo di circa il 12% all’inizio delle negoziazioni sul Nasdaq.

Sul titolo della ex Facebook di Mark Zuckerberg pesa il combinato disposto di tre fattori: un onere fiscale una-tantun da quasi 16 miliardi, un eccesso di spese per l’intelligenza artificiale e il buco nero del metaverso, divisione che continua senza sosta a bruciare denaro senza ritorni concreti.

La grana dell’onere fiscale 

Partendo dai risultati del trimestre, l’utile per azione di 7,25 dollari ha battuto (e non di poco) le attese del consenso, che si aspettava 6,69 dollari. Bene anche i ricavi: 51 miliardi contro i 49 attesi. 

Le vendite sono cresciute del 26% annuo, il ritmo più alto da inizio 2024. Al contempo, il business principale della pubblicità resta molto forte, con 50 miliardi di ricavi pubblicitari (+26%).

Tuttavia, l’utile trimestrale è stato impattato da un onere fiscale straordinario di 15,93 miliardi legato alla legge fiscale di Donald Trump, nota come «One Big Beautiful Bill Act». Si tratta di una imposta non monetaria, quindi contabile, che tuttavia ha impatto immediato sull’utile netto riportato. Meta ha precisato che la legge ridurrà significativamente le tasse reali da pagare nel 2025 e oltre, ma la notizia ha spaventato il mercato nel breve termine.

Spese per l’AI in forte crescita

Per il quarto trimestre Meta prevede ricavi tra 56 e 59 miliardi, leggermente sopra le attese. Tuttavia, ha anche alzato la stima di spese totali per l’intero anno in corso, fissando un nuovo intervallo a 116-118 miliardi (da 114-118). In aumento anche la previsione di spese in conto capitale (capex): da 66-72 a 70-72 miliardi di dollari. 

Gli analisti hanno interpretato questi aumenti come segnale che le spese AI e infrastrutturali continueranno a pesare sui margini. Il ceo Zuckerberg ha tuttavia ribattuto che Meta ha bisogno di molta più potenza di calcolo per sostenere le sue iniziative AI, in particolare per i modelli Llama, i prodotti AI nei social e i nuovi occhiali intelligenti, sviluppati peraltro in tandem con Essilorluxottica. Secondo lui si tratta di investimenti che daranno frutti nel tempo, ma nel breve comportano aumenti consistenti di capex e spese cloud.

Il buco nero del metaverso

Contestualmente la divisione Reality Labs, quella incarica di sviluppare l’avveniristico (e fin qui fallimentare) metaverso che dà il nome alla società, risulta ancora in forte perdita: nel trimestre ha registrato un rosso di 4,4 miliardi a fronte di appena 470 milioni di ricavi. 

Meta prevede che inoltre che  ricavi di Reality Labs nel quarto trimestre saranno inferiori al 2024, visto non è stato lanciato un nuovo visore Quest nel corso di quest’anno.

Le notizie positive per il mercato

Non mancano i segnali di ottimismo per il mercato, a cominciare dal lancio degli occhiali Ray-Ban con AI e display integrato da 799 dollari, andati subito esauriti. 

Zuckerberg ha detto che serviranno altri investimenti produttivi per aumentarne la disponibilità. L’azienda ha anche introdotto Meta AI Vibes, un feed di video generati da intelligenza artificiale, che ha fatto crescere del 56% i download dell’app di intelligenza artificiale. 

Il mercato aspetta anche indicazioni sulla ristrutturazione del gruppo: l’azienda ha già licenziato 600 dipendenti nella divisione AI Superintelligence Labs, che però era già in partenza un reparto secondario e non strategico. Il gruppo ha anche annunciato una joint venture da 27 miliardi con Blue Owl Capital per costruire un mega data center in Louisiana. (riproduzione riservata)



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