Il Parlamento europeo ha alzato il livello delle garanzie sull’accordo commerciale con il blocco sudamericano del Mercosur, aprendo la strada ai negoziati con gli Stati Membri, chiamati ora a trovare rapidamente un compromesso per portare finalmente a termine l’intesa.
Martedì 16 dicembre, Strasburgo ha votato a larga maggioranza (su 662 eurodeputati presenti 431 voti favorevoli, 161 contrari e 70 astensioni) per proteggere maggiormente i produttori europei, nel caso in cui i mercati interni venissero destabilizzati da un afflusso di prodotti agricoli a basso costo provenienti dai Paesi del Mercosur.
Le salvaguardie rappresentano una concessione chiave per convincere i Paesi membri contrari a sostenere l’accordo. E l’ago della bilancia sembra che sarà l’Italia che deve decidere se allinearsi o meno con Parigi, che domenica 14 dicembre ha chiesto ufficialmente di posticipare il voto al livello di Stati membri, definendo i progressi sulle clausole per gli agricoltori europei «ancora incompleti».
Il round di colloqui tra Bruxelles e gli Stati partirà subito, con l’obiettivo di definire una posizione comune sullo strumento aggiuntivo. Dal loro esito dipenderà anche la possibilità per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di volare in Brasile già questo fine settimana per firmare un’intesa che resta politicamente controversa.
Ma i confronti si annunciano complessi, vista la forte pressione sui tempi e il fatto che il Consiglio dell’Ue, che rappresenta i governi nazionali, ha già adottato come propria posizione la proposta originaria della Commissione. Il negoziato finale sull’accordo con il Mercosur — che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — potrebbe sovrapporsi al vertice dei leader europei in programma a Bruxelles giovedì 18 e venerdì 19.
Nel complesso, i parlamentari hanno sostenuto soglie più basse per consentire a Bruxelles di intervenire in caso di concorrenza sleale e di avviare le indagini in tempi più rapidi. La posizione del Parlamento impone alla Commissione di indagare su aumenti delle importazioni di carne bovina o pollame dai Paesi del Mercosur non appena queste superino del 5% la media dei tre anni precedenti e qualora i prezzi risultino inferiori di almeno il 5% rispetto a prodotti equivalenti dell’Ue.
Nella proposta originaria della Commissione, entrambe le soglie erano fissate al 10%. Inasprendo ulteriormente le salvaguardie, gli eurodeputati hanno inoltre introdotto un «obbligo di reciprocità», che imporrebbe ai Paesi del Mercosur di applicare gli standard di produzione Ue per poter accedere al mercato europeo da 450 milioni di consumatori. Quest’ultima modifica è destinata a rivelarsi uno dei punti più difficili del negoziato con il Consiglio e la Commissione. (riproduzione riservata)