Il golden power del governo italiano fa saltare l’operazione di AcerlorMittal e apre la strada ad Acciaieria Arvedi. Il gruppo siderurgico guidato da Aditya Mittal - che ha avuto in gestione l’ex Ilva per cinque anni - dopo le condizioni imposte dall’esecutivo Meloni ha deciso di rinunciare all’acquisizione del 51% di ArcelorMittal Cln Distribuzione Italia: la joint venture con il produttore di componenti per auto Cln-Colis Lamiere Nastri.
Come riporta Bloomberg, al posto di ArcelorMittal entra in campo un altro grande gruppo siderurgico italiano. Acciaieria Arvedi, che aveva già presentato un’offerta in una fase precedente del processo, ha messo sul tavolo una nuova proposta vincolante, accettata nelle ultime settimane da ArcelorMittal e Cln. Il piano di Arvedi prevede anche un aumento della produzione.
La vicenda nasce dall’accordo di ristrutturazione del debito raggiunto da Cln con i propri creditori. ArcelorMittal aveva accettato di rilevare il 51% della joint venture che ancora non controllava, entrando così pienamente nel capitale della società. L’operazione si è però scontrata con l’intervento del governo, che ha esercitato il golden power imponendo una serie di condizioni.
Secondo quanto risulta all’agenzia di stampa, l’esecutivo avrebbe previsto, tra l’altro, l’obbligo di ottenere un’autorizzazione governativa per eventuali riduzioni della struttura societaria e dell’organico, oltre al mantenimento delle attività esistenti per cinque anni. Condizioni che hanno spinto ArcelorMittal a non procedere con l’acquisizione. (riproduzione riservata)
Articolo in aggiornamento