Mercedes-Benz apre il 2026 con risultati in calo, appesantiti dalla debolezza del mercato cinese e dalla pressione competitiva nel segmento premium. Nel primo trimestre dell’anno l’utile netto della casa automobilistica tedesca si è attestato a 1,43 miliardi di euro, in calo del 17,2% su base annua, mentre i ricavi sono scesi del 4,9% a 31,6 miliardi.
In contrazione anche la redditività operativa: l’ebit è diminuito del 16,8% a 1,9 miliardi, pur risultando superiore alle attese degli analisti. Il free cash flow industriale si è fermato a 1,86 miliardi (-21,2%), mentre l’utile per azione è calato del 14,4% a 1,49 euro.
A pesare sui conti è soprattutto la Cina, primo mercato globale dell’auto, dove le vendite del gruppo sono crollate del 27% nel trimestre. La crescente concorrenza dei produttori locali, come Byd e Geely, insieme a una guerra dei prezzi sempre più aggressiva, sta erodendo le quote dei marchi premium europei.
Ma la situazione resta complessa anche per via della transizione all’elettrico e delle tensioni commerciali, che continuano a comprimere i margini. Nel trimestre la redditività della divisione auto è scesa al 4,1%, dal 7,3% di un anno prima, ma si mantiene all’interno della forchetta prevista per l’intero esercizio (3-5%).
Nonostante le difficoltà del primo trimestre, il gruppo guidato dal ceo Ola Kallenius conferma le stime per il 2026 e punta su nuovi lanci e disciplina sui costi per sostenere la ripresa nella seconda metà dell’anno. Il piano prevede circa 40 nuovi modelli tra il 2025 e il 2027, inclusi veicoli elettrici e aggiornamenti della gamma di alta gamma per rafforzare il posizionamento, soprattutto in Cina.
«La forte domanda per i nuovi prodotti e un portafoglio ordini solido ci pongono in una posizione favorevole per accelerare nella seconda parte dell’anno», ha dichiarato il direttore finanziario Harald Wilhelm, sottolineando l’impegno del gruppo nel «mantenere un rigoroso controllo dei costi» e «migliorare gradualmente i margini». (riproduzione riservata)