Quanto sono elevati i rischi sull’azionario globale? Se lo chiedono gli strategist di JP Morgan che mantengono una posizione overweight sui mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati (underweight). Sovrappesare in portafoglio i mercati emergenti perché le valutazioni sono interessanti. Inoltre, un dollaro più debole e rendimenti obbligazionari contenuti possono essere d’aiuto e il peggio dell’incertezza legata alla guerra commerciale è alle spalle.
È dall’inizio di aprile che l’indice Msci World Index non registra una riduzione superiore al 2,5%. Non sorprende che le domande più frequenti riguardino una correzione più rilevante. Tra le principali preoccupazioni del mercato, i segnali di eccesso nelle valutazioni delle azioni legate all’AI, ma anche che il gap tra la performance dei settori a beta elevato e i rendimenti obbligazionari si è notevolmente ampliato.
Un’altra fonte di preoccupazione, secondo gli esperti di JP Morgan, è l’outlook sul credito, data la compressione degli spread e alcune notizie recenti negative; tuttavia, «non vediamo rischi sistemici, poiché i bilanci delle società e soprattutto delle banche restano solidi», precisano alla banca d’affari.
Quanto alla situazione del mercato del lavoro negli Stati Uniti appare ambigua: i licenziamenti sono aumentati nuovamente e gli indicatori di fiducia sono deboli, ma questo è compensato da richieste di sussidi di disoccupazione stabili, un dato Adp migliore delle attese e un miglioramento della componente occupazionale dell’Ism servizi.
Nel frattempo, l’inflazione resta contenuta e il prezzo del petrolio Brent rimane in un range stabile tra 63 e 64 dollari al barile, suggerendo che eventuali rialzi dei rendimenti obbligazionari non dovrebbero derivare da fattori negativi; al contempo, gli esperti di JP Morgan si attendono che le banche centrali mantengano un orientamento accomodante. «Pur riconoscendo le preoccupazioni, non ci aspettiamo che la riduzione del rischio prenda davvero piede», spiegano gli esperti.
Gli indici Ifo e Pmi dell’Eurozona hanno raggiunto i massimi annuali, così come i nuovi ordini dell’Ism servizi negli Stati Uniti e le prospettive di crescita della Cina sono state recentemente riviste al rialzo. «Per cui il posizionamento elevato non deve essere completamente smontato in questa fase dell’anno, in cui la stagionalità diventa favorevole e i buyback riprenderanno, essendo terminati i periodi di blackout dei risultati», precisano a JP Morgan.
Inoltre, «se la Corte Suprema statunitense dovesse annullare i dazi dell’amministrazione Trump, gli asset rischiosi ne trarrebbero beneficio, in particolare le azioni penalizzate dai venti contrari legati al commercio internazionale. Ciò favorirebbe soprattutto i mercati internazionali che hanno sottoperformato dal Liberation Day, gli esportatori dell’Eurozona, che sono oltre il 15% indietro rispetto ai titoli domestici da inizio anno, e i mercati emergenti, oltre a favorire una ripresa dei titoli finora trascurati», prevono gli strategist di JP Morgan.
Senza contare che se il momentum dell’AI dovesse incontrare ulteriori ostacoli, dopo i cali recenti dei titoli del settore nonostante risultati apparentemente solidi, i mercati internazionali sarebbero più protetti. L’AI rappresenta quasi metà della capitalizzazione del mercato americano e il 30% di quello giapponese. I mercati emergenti sono meno esposti, a eccezione di Corea, Taiwan e Cina, ma presentano valutazioni più attraenti. Mentre il peso è del 10% in Eurozona. «Riteniamo che si debba mantenere un atteggiamento costruttivo sull’azionario e all’interno di questo confermiamo la nostra posizione overweight sui mercati emergenti rispetto a quelli sviluppati, insieme a una visione più positiva sull’Eurozona», continuano gli strategist di JP Morgan.
Dopo anni di approccio prudente verso i mercati emergenti, gli esperti della banca di investimento hanno assunto una posizione rialzista quest’anno e si aspettano che questo trend prosegua nel 2026. Allo stesso tempo, l’Eurozona dovrebbe registrare una svolta positiva in termini di attività e utili. Qui, i settori leader da inizio anno: banche e difesa si sono recentemente fermati e riteniamo che la rotazione verso i titoli rimasti più indietro, come gli esportatori, possa avere ulteriore spazio.
Gli strategist di JP Morgan hanno un target di fine 2025 per l’indice Msci dell’Eurozona a 345 punti base (+2% di upside) e a 5.800 punti per l’indice Euro Stoxx 50 (+3% di upside) e in generale consigliano di sovrappesare in portafoglio questi settori: chimico (il calo dei prezzi del gas e la fine del destoccaggio potrebbero portare a una ripresa dei margini/volumi), assicurativo, software, immobiliare, aerospazio e difesa (la spesa per la difesa aumenterà dopo anni di sottoinvestimenti nel settore in Europa), metalli e attività mineraria (forte sottoperformance da gennaio del 2023, prospettive più rosee in Cina, dollaro più debole e scorte di metalli ridotte). Viceversa, consigliano di sottopesare in portafoglio auto (con un potenziale rallentamento dei consumi, i prezzi e i volumi potrebbero subire pressioni), semiconduttori (le scorte e i prezzi potrebbero rappresentare un ostacolo) e lusso.
Sono 40 le top picks (si veda la tabella sotto) di JP Morgan tra le azioni europee. Tra queste ci sono alcune banche come Intesa Sanpaolo, unica italiana nella lista, molto società di materiali come Basf e Heidelberg Materials e poche utilities come National Grid ed Rwe.
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